L’Argento non riesce a guadagnare terreno, mentre gli operatori si posizionano in vista della decisione di politica monetaria della Federal Reserve.
Il prezzo dell’Argento si muove in territorio leggermente positivo all’inizio della settimana, riflettendo un clima di cautela sui mercati finanziari globali. La pressione ribassista è principalmente legata all’atteggiamento prudente degli investitori in vista delle imminenti decisioni di politica monetaria delle principali Banche Centrali, in particolare della Federal Reserve.
Gli operatori finanziari stanno infatti attendendo con attenzione la riunione della FED prevista nei prossimi giorni. Secondo lo strumento FedWatch, i mercati ritengono altamente probabile che la Banca Centrale statunitense mantenga il tasso di interesse invariato nell’intervallo compreso tra il 3,50% e il 3,75%. Se questa previsione verrà confermata, si tratterà della seconda pausa consecutiva dopo il precedente ciclo di allentamento monetario avviato negli ultimi anni.
Una politica monetaria più restrittiva tende generalmente a pesare sul metallo prezioso, il cui valore è spesso influenzato dal livello dei tassi di interesse reali. Quando i rendimenti obbligazionari aumentano o rimangono elevati, il costo opportunità di detenere Argento cresce, rendendo meno interessante l’investimento rispetto ad altre classi di asset che offrono rendimenti.
Allo stesso tempo, il quadro macroeconomico globale resta complesso. Le preoccupazioni per l’inflazione continuano a influenzare il sentiment degli investitori, soprattutto a causa dell’aumento dei prezzi dell’energia. Il recente rialzo delle quotazioni del petrolio ha riacceso i timori di un’inflazione più persistente, un fattore che potrebbe spingere le Banche Centrali a mantenere politiche monetarie restrittive più a lungo del previsto. Oltre ai fattori monetari, anche il contesto geopolitico continua a giocare un ruolo importante nelle dinamiche del mercato dei metalli preziosi. L’episodio dell’isola di Kharg, nella quale gli Stati Uniti hanno colpito il principale hub di esportazione petrolifera iraniana, ha alimentato i timori di possibili interruzioni nelle forniture energetiche globali e ha contribuito a mantenere alta la volatilità sul mercato del metallo prezioso.
Al momento della scrittura il prezzo del metallo prezioso quota 80,672 $, in rialzo dello 0,07% e con i tori che stanno cercando di iniziare ad aumentare la loro pressione al fine di fermare l’attuale fase di correzione, sfruttando anche la fase di indecisione poco sopra il livello annuale dei 76,787 $. Una chiusura decisa sopra gli 81 $ permetterebbe ai rialzisti di poter spingere l’Argento verso il principale obiettivo LONG rappresentato dal livello annuale degli 84,03 $.
Viceversa, un ritorno della pressione degli orsi e conseguente continuazione del trend SHORT in atto verrà confermato solo a seguito di una chiusura al di sotto del livello annuale dei 76,787$, con il livello annuale dei 70,881 $ che fungerà da principale obiettivo ribassista.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.