L’Argento scende di oltre il 5% dalla seduta precedente, influenzato da speculazioni su una possibile pausa prolungata dei tassi da parte della Federal Reserve.
Il prezzo dell’Argento registra una brusca correzione durante la sessione europea di giovedì, scivolando in area 71 $ e segnando una perdita giornaliera di oltre il 5%. Si tratta di un movimento significativo, che riflette un cambiamento netto nel sentiment degli operatori, sempre più orientati verso uno scenario di politica monetaria restrittiva prolungata negli Stati Uniti.
Il principale driver del ribasso è rappresentato dalle aspettative sulla Federal Reserve. Dopo la riunione di ieri, il messaggio emerso è stato chiaro: la Banca Centrale statunitense non ha alcuna urgenza di tagliare i tassi di interesse, soprattutto in un contesto in cui l’inflazione non sta convergendo in modo convincente verso il target del 2%. Le parole del presidente Jerome Powell hanno rafforzato questa interpretazione, sottolineando che eventuali allentamenti monetari saranno presi in considerazione solo in presenza di segnali concreti di disinflazione. Lo strumento FedWatch conferma questo orientamento. Il mercato sta progressivamente prezzando una probabilità crescente che i tassi restino invariati per gran parte dell’anno, con addirittura la possibilità di ulteriori rialzi entro dicembre. Questo scenario ha un impatto diretto sul metallo prezioso, che soffre particolarmente nei contesti di tassi elevati.
Inoltre, a differenza di quanto si potrebbe aspettare, il contesto geopolitico non sta offrendo un supporto significativo all’Argento. Le tensioni in Medio Oriente, pur rimanendo elevate, non stanno generando un flusso consistente verso i beni rifugio. Questo suggerisce che il mercato, almeno nel breve termine, sta attribuendo maggiore peso ai fattori macroeconomici rispetto al rischio geopolitico.
Al momento della scrittura il prezzo del metallo prezioso quota 71,389 $, in ribasso del 5,31% ed in pieno tentativo di break-out SHORT del livello annuale dei 70,881 $, importante zona di swing LONG che ha dato inizio all’ultimo movimento rialzista. Un eventuale consolidamento sotto tale livello annuale aprirebbe uno scenario fortemente ribassista, con gli unici ostacoli prima di raggiungere il successivo livello annuale dei 62,746 $, i livelli chiave dei 68 $ e dei 64 $.
Viceversa, una falsa rottura e conseguente rimbalzo dal livello annuale dei 70,881 $ permetterebbe ai tori di iniziare a rimettere pressione sull’Argento, il quale potrebbe raggiungere in breve tempo il livello annuale dei 76,787 $, per ora l’unico target LONG concreto.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.