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Ethereum (ETH) è sceso del 25% negli ultimi 30 giorni mentre le liquidazioni si sono accelerate dopo che ha violato la soglia dei $2.000.
Negli ultimi 3 giorni, oltre $3,2 miliardi di posizioni long in criptovalute sono state liquidate dal mercato. Le tensioni geopolitiche continuano a salire: il presidente Donald Trump ha minacciato ancora una volta di aumentare i dazi su più di 60 paesi.
Il sentiment di mercato è rapidamente peggiorato. L’Indice Fear and Greed è appena sceso in “Paura estrema” per la prima volta da marzo, riflettendo un cambiamento nell’atteggiamento degli investitori in appena un paio di mesi.
I flussi netti verso gli exchange-traded fund (ETF) legati alla principale altcoin lo confermano ulteriormente, poiché gli investitori stanno prelevando denaro da questi veicoli da 12 giorni consecutivi.
Questa serie di deflussi conferma ulteriormente che siamo nel bel mezzo di una netta fase risk-off. Nella nostra ultima previsione sul prezzo di ETH, abbiamo sottolineato che la perdita della soglia dei $2.000 dovrebbe innescare una discesa molto più ripida per il token.
Seguiamo da settimane quello che riteniamo il minimo di ciclo di Ethereum a $1.800 basandoci su un segnale d’acquisto a lungo termine nell’indice di forza relativa (RSI). Questo segnale ha dato risultati positivi nelle ultime tre occasioni in cui è apparso e presenta un tasso di successo del 100%.
Grafico Settimanale ETH/USD – Fonte: TradingView
Oggi stiamo ritestando ancora una volta la soglia dei $1.800, come abbiamo previsto recentemente. Ciò significa che ETH si trova in un momento decisivo che potrebbe segnare il definitivo termine di questo mercato ribassista o la sua continuazione.
Questi ritest si sono verificati in due delle ultime tre segnalazioni settimanali dell’RSI. In entrambi i casi il prezzo ha iniziato a salire poco dopo. L’azione odierna rappresenta un esame della forza di questa zona di domanda.
Se ETH non riuscisse a rimanere sopra questo livello, potremmo assistere a una discesa molto più marcata fino almeno a $1.400, con un rischio ribassista del 22% nel breve termine.
Tuttavia, se dovesse accadere il contrario e questo supporto reggesse, prevediamo prima una forte spinta verso i $2.400, seguita da un robusto rialzo fino ad almeno $6.000 nei prossimi 12-18 mesi.
A gennaio di quest’anno abbiamo anche delineato possibili scenari per Ethereum basandoci sul comportamento del prezzo attorno alla media mobile esponenziale (EMA) a 100 giorni. Precedenti rotture ribassiste sotto questa linea chiave avevano causato forti discese per il token.
A gennaio abbiamo avuto una rottura ribassista e ETH è sceso fino a $1.741. Successivamente c’è stato un retest della resistenza a $2.220 e un immediato rigetto di questo livello chiave.
Questo è stato seguito da un altro forte calo, e ora vediamo i $1.600 come zona di possibile atterraggio per questa altcoin se il livello dei $1.800 venisse spazzato via.
Se quel segnale settimanale dovesse fallire (per la prima volta in 8 anni), riteniamo comunque che il fondo del ciclo sia vicino. Questo calo potrebbe essere considerato un’opportunità d’acquisto per gli investitori buy-and-hold che condividono quella visione bullish.
Infine, guardando al grafico giornaliero, stiamo già osservando acquisti consistenti a $1.800. I volumi di scambio sono piuttosto elevati al momento: $31 miliardi, pari al 14% della capitalizzazione circolante di ETH.
Se assisteremo a un forte rally nei prossimi due-tre giorni, questo dovrebbe essere il segnale necessario per confermare che questo pattern storico è nuovamente valido. In tal caso, allacciate le cinture: ETH potrebbe decollare poco dopo.
Alejandro Arrieche si specializza nella redazione di articoli di notizie che incorporano l'analisi tecnica per i trader e possiede una conoscenza approfondita dell'investimento basato sul valore e dell'analisi fondamentale.