Nella sessione mercoledì il cambio euro dollaro scende diretto verso 1,1600, perdendo terreno a causa del rafforzamento del dollaro statunitense.
Il prezzo dell’euro dollaro continua a muoversi sotto pressione e si avvicina nuovamente all’area di 1,1600, mentre il biglietto verde mantiene una posizione di forza grazie al sostegno fornito dai dati macroeconomici americani e dalle persistenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Il fiber resta infatti influenzato da un contesto caratterizzato da elevata incertezza, nel quale gli investitori continuano a privilegiare il biglietto verde come bene rifugio.
Uno dei principali fattori che sostiene il dollaro USA è rappresentato dall’instabilità nell’area del Golfo Persico. Le preoccupazioni legate alla chiusura dello Stretto di Hormuz continuano ad alimentare timori per l’approvvigionamento energetico globale. Considerando che una quota significativa del petrolio mondiale transita attraverso questa rotta strategica, eventuali interruzioni potrebbero provocare un forte incremento dei prezzi dell’energia e nuove pressioni inflazionistiche a livello internazionale.
Questo scenario ha spinto gli operatori a rivedere le aspettative sulla politica monetaria della Federal Reserve. I mercati ritengono sempre più probabile che la Banca Centrale statunitense mantenga i tassi di interesse elevati più a lungo del previsto, riducendo le possibilità di una rapida svolta accomodante. Tassi più alti rappresentano generalmente un elemento favorevole per il dollaro statunitense e tendono a limitare il potenziale di rialzo dell’euro dollaro.
A rafforzare ulteriormente questa impostazione hanno contribuito gli ultimi dati macroeconomici provenienti dagli Stati Uniti. L’indice ISM manifatturiero ha registrato un aumento a 54 punti nel mese di maggio, superando sia le attese degli analisti sia le rilevazioni precedenti. Si tratta del livello più elevato degli ultimi anni e di un segnale che conferma una fase di espansione dell’attività industriale americana.
Al momento della scrittura il prezzo del fiber quota 1,1610, in ribasso dello 0,18% e molto vicino a raggiungere il livello chiave 1,1600, il più importante ostacolo per gli orsi, i quali, se riusciranno a superarlo agilmente, permetterebbe di spingere l’euro dollaro verso il target SHORT principale, rappresentato dal livello annuale 1,1507.
Viceversa, una chiusura positiva sopra la resistenza 1,1650 potrebbe creare i presupposti per un reingresso dei tori, i quali potrebbero prima raggiungere il livello annuale 1,1692 e tentare di superarlo poiché creerebbe le condizioni per un ritesta prima della resistenza 1,1750 e successivamente del livello psicologico 1,1800.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.