Il cambio euro dollaro passa di mano ancora sopra la resistenza di 1,16, ma la rinnovata debolezza osservata nel corso della settimana continua a destare preoccupazione tra i traders rialzisti.
Si fa osservare, infatti, come il supporto a 1,16 sia stato testato a più riprese nelle ultime ore, mentre non si è assistito ad alcun tentativo di ripresa sopra 1,1650 negli ultimi cinque giorni.
La stabilizzazione attuale potrebbe proseguire ancora per qualche tempo, ma l’arretramento rischia di spingere le quotazioni in territorio più chiaramente ribassista, con un calo sotto 1,16 e verso i minimi relativi a 1,155.
Intanto, oggi al momento della scrittura, il cambio euro dollaro segna esattamente 1,16, sul supporto principale.
Previsioni sul cambio euro dollaro
Il cambio euro dollaro non pare in grado di recuperare quota in maniera significativa e, almeno in ottica settimanale, potrebbe non riuscire a spingersi verso 1,1650. Come obiettivo principale, possiamo evidenziare tutt’al più il target intermedio di 1,1620, salvo sorprese.
Lo scenario che rischia però di imporsi è, come già detto, quello più profondamente ribassista. Se il test del supporto condotto in questi giorni dovesse finalmente tradursi in un effettivo break-out ribassista, allora i supporti immediatamente successivi si troverebbero a 1,1580 e 1,1550. Quest’ultimo target coincide con i minimi relativi segnati l’ultima volta il 9 Ottobre.
Non mi pare ancora il caso di spingere le proiezioni ribassiste molto oltre questo target, perché nel complesso il contesto difficile del dollaro statunitense non legittima scenari particolarmente avversi. Tuttavia, nel caso di collasso al ribasso, mi sento di segnalare un supporto particolarmente solido a 1,1380, coincidente con l’EMA a 200 giorni.
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Quest’oggi, attenzione alle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti e all’indice delle attività nazionali secondo la Fed di Chicago. Si attendono poi gli aggiornamenti sulle vendite di abitazioni esistenti negli USA e sulla fiducia dei consumatori a Ottobre nell’Eurozona.
