Il cambio euro dollaro passa di mano in chiaro territorio rialzista sopra quota 1,1650 e potrebbe proseguire in questo scenario fino alla resistenza di 1,19.
Il cambio euro dollaro ha chiuso la scorsa settimana in pieno territorio rialzista, superando ogni previsione per spingersi ampiamente sopra quota 1,18. Ancora una volta, il rally è causato non tanto dai meriti della moneta unica europea, quanto dall’inciampo del dollaro USA.
Il biglietto verde si è infatti indebolito contestualmente dal rally dell’oro come safe-haven, in seguito alle dichiarazioni audaci di Trump contro l’Europa. Ad aggravare il contesto tecnico per il dollaro, ci ha pensato l’indice dei servizi PMI al di sotto delle attese.
Adesso, un mantenimento del livello a 1,18 rappresenterà il punto di partenza per un consolidamento volto a imporre un sentiment bullish sul mercato.
Intanto, oggi al momento della scrittura, il cambio euro dollaro segna 1,1866, ancora solidamente rialzista.
Il cambio euro dollaro dovrà mantenersi sopra la resistenza intermedia di 1,18 per proseguire verso nuovi livelli rialzisti di massimo rilievo. Si partirebbe dal livello di 1,1850, per poi proseguire verso 1,1865 (livello attuale) e 1,1880.
Non sarà inutile sottolineare che tutti gli indicatori tecnici EMA ed SMA di rilievo si trovano ben al di sotto di questi valori. La rapidità con cui il rally ha spinto le quotazioni sopra 1,1680, lungo 1,17 e infine oltre 1,18 ha reso infatti impossibile ogni forma di stabilizzazione e consolidamento.
Per questa ragione (e per via della forte volatilità alimentata dalle dichiarazioni di Trump) il cambio euro dollaro potrà nuovamente ritracciare già in settimana, per abbandonare definitivamente il livello di 1,18 e scivolare lungo i supporti intermedi.
Lo scenario rialzista rimarrà comunque valido fino a un eventuale test del supporto chiave a 1,1680, livello oltre il quale si collocano sia la EMA a 50 giorni sia i precedenti punti di appoggio formatisi prima del rally.
Il calendario economico di oggi parte con il clima imprenditoriale tedesco secondo l’istituto IFO. Dagli Stati Uniti, invece, attenzione all’indice di attività nazionale della Fed di Chicago.
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Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.