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Oro (XAU) riprende dal supporto a $5.090 e si avvicina a $5.200 durante la sessione asiatica. Questo slancio positivo è alimentato dalla domanda di beni rifugio, rafforzata dai rischi geopolitici in vista dei colloqui nucleari tra USA e Iran. Il dispiegamento militare in Medio Oriente mantiene gli investitori nervosi. Questa incertezza favorisce l’oro, poiché i trader cercano protezione da shock improvvisi. Anche l’andamento negativo dell’indice del dollaro USA sostiene il recupero dell’oro.
Argento (XAG) tende a seguire l’oro nei periodi di risk-off. L’aumento delle tensioni geopolitiche stimola la domanda per entrambi i metalli. Gli investitori tendono a usare l’argento come secondo bene rifugio quando l’oro sale. Con l’aumentare dei timori, i flussi verso i portafogli di metalli preziosi crescono, esercitando pressione al rialzo sui prezzi dell’argento.
La politica della Fed rappresenta quindi un importante vento contrario, ma il suo impatto sembra ora limitato. I funzionari segnalano di non avere fretta di tagliare i tassi a causa della persistenza dell’inflazione. Tassi d’interesse più elevati tendono a pesare su oro e argento. Tuttavia permangono i rischi legati alla politica commerciale e i timori sulla crescita globale. Le tensioni commerciali costituiscono un ulteriore elemento favorevole per i metalli preziosi. Nuove tariffe e la minaccia di dazi più alti aumentano i timori di interruzioni nelle catene di approvvigionamento. Queste misure possono rallentare la crescita e aumentare la volatilità.
Il grafico giornaliero dell’oro spot mostra una forte azione di prezzo rialzista, con la rottura sopra $5.090. Dopo la rottura il prezzo è salito fino a $5.250 per poi correggere nuovamente verso $5.090.
Il recente rimbalzo dal supporto a $5.090 durante le ore di negoziazione asiatiche indica una dinamica positiva. Una rottura sopra $5.250 segnalerà un proseguimento al rialzo verso $5.600. Al contrario, una discesa sotto $5.090 indicherà un ulteriore ribasso verso $5.000. Finché il supporto a $4.400 reggerà, la prossima mossa dell’oro sarà probabilmente al rialzo.
L’azione di prezzo a breve termine per l’oro spot rimane anch’essa fortemente rialzista, dato che la fase di consolidamento tra $4.770 e $5.100 è stata violata. Il ritracciamento verso il punto di rottura e il successivo rimbalzo durante le ore asiatiche indicano un momentum al rialzo in atto. La crisi geopolitica in corso e l’incertezza di mercato mantengono il tono rialzista; pertanto il prezzo è probabile che continui a salire.
Il prezzo dell’argento mostra anch’esso un forte slancio rialzista dopo il rimbalzo da $72, che funge da supporto minore. Il prezzo sta ora attaccando la soglia di $90 e una rottura oltre questo livello indicherebbe un proseguimento al rialzo verso $100. La comparsa di candele a martello rialziste sopra $64, considerata la principale area di supporto, indica un’ulteriore spinta al rialzo per il mercato dell’argento.
Il grafico a 4 ore dell’argento spot mostra la formazione di un cuneo divergente ascendente, in cui il prezzo ha creato un livello di supporto sopra la zona dei $70. Il forte rimbalzo da $70 indica il proseguimento dello slancio al rialzo. Una rottura a breve termine sopra $90 indicherebbe ulteriori rialzi fino a $120.
L’azione positiva dei prezzi di oro e argento è attribuibile alla debolezza dell’indice del dollaro USA. Il grafico sottostante mostra che l’indice scambia sotto la SMA a 50 giorni, indicazione di un movimento al ribasso in corso.
La SMA a 50 giorni è sotto la SMA a 200 giorni, evidenziando la tendenza negativa.
Tuttavia, la fase di consolidamento a lungo termine tra 96,50 e 100,50 è destinata a terminare a breve. Una rottura sotto 96 indicherebbe un’ulteriore discesa verso 90. Al contrario, un forte recupero oltre 98,50 porterebbe l’indice verso 100,50.
Questi consolidamenti si osservano anche nel grafico a 4 ore, dove l’indice si sta consolidando sotto il livello di 98. La formazione di un doppio massimo a 100,50 seguita dalla rottura sotto 98 conferma la tendenza negativa.
L’oro e l’argento sono sostenuti da rischi geopolitici, dall’incertezza sulle tariffe e da un dollaro USA debole che continuano a stimolare la domanda di beni rifugio. L’oro resta sopra il supporto chiave vicino a $5.090 e la struttura rialzista rimane intatta, con una rottura oltre $5.250 che aprirebbe la strada verso livelli più alti.
L’argento segue lo stesso tono: la tenuta sopra $72 e la pressione intorno a $90 indicano uno slancio rialzista in corso. La politica della Fed rimane un ostacolo, ma non modifica il quadro di fondo, con rischi di crescita e tensioni commerciali che permangono. Finché l’indice del dollaro resta debole e i supporti chiave di entrambi i metalli tengono, il bias complessivo per oro e argento rimane al rialzo.
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Muhammad Umair è un MBA in Finanza e PhD in Ingegneria. Come analista finanziario esperto specializzato in valute e metalli preziosi, combina il suo background accademico multidisciplinare per offrire una prospettiva basata sui dati e contrarian. In qualità di fondatore di Gold Predictors, guida un team che fornisce analisi di mercato avanzate, ricerca quantitativa e strategie di trading raffinate sui metalli preziosi.