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Fabio Carbone
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rendimenti obbligazionari

Le Borse a livello globale hanno chiuso la settimana in netto calo, fatta eccezione per il Nasdaq (+0,56%). Ma è stata l’intera settimana a mettere i mercati nelle mani degli orsi a causa dei rendimenti obbligazionari che sono in crescita, in particolare preoccupano i titoli di Stato, i cui rendimenti aumentano come accade al Treasury a 30 anni salito anche al 2,30%.

Cosa accade? Gli investitori, nonostante la pandemia sia ancora in corso e riservi ancora delle criticità, hanno compreso che con il vaccino si andrà presto oltre le politiche accomodanti e quindi guardano oltre.

Dov’è che stanno guardando in particolare? Guardano al dopo, alle fasi in cui le banche centrali allenteranno le misure di politica monetaria e non invaderanno più di liquidità le economie. Ecco che gli investitori “premurosi”, prendono i profitti ora onde evitare di rimanere con il cerino in mano sui titoli azionari e li spostano in parte sulle obbligazioni, che mostrano di poter dare maggiori rendimenti in futuro.

Le banche centrali hanno capito il momento ed ecco che le parole di Jerome Powel presidente della Fed pronunciate al Congresso pochi giorni fa, sono servite a rassicurare i mercati che la politica accomodante del Federal Reserve System proseguirà ancora. Forse però i mercati hanno ascoltato più quella parte del discorso in cui Powell diceva che alla fine del 2021 scatterà la vera ripresa.

Anche Chrisitne Lagarde presidente della Banca centrale europea (BCE) è intervenuta affermando che i rendimenti obbligazionari sono degli osservati speciali.

Rendimenti obbligazionari pronti a mandare in rosso i titoli?

Secondo gli analisi contattati da MilanoFinanza le banche centrali aumenteranno la loro comunicazione verbale pubblica per rasserenare i mercati sulle loro reali intenzioni, ma potrebbe non bastare.

Nonostante le condizioni economiche degli Stati, nonostante la disoccupazione sia un serio problema non ancora ben esploso in molti Paesi, i mercati guardano già alla fase della ripresa ed agiscono di conseguenza.

Gli investitori appaiono sempre più convinti che presto ci si riprenderà e quindi sono pronti a non credere alle mosse di politica monetaria delle banche centrali eccessivamente accomodanti.

Se gli investitori, con dati alla mano, si dovessero rendere conto che l’inflazione riprende rapidamente (reflazione) e che il mercato del lavoro torna ad assumere personale riducendo la disoccupazione, non crederanno ad un ulteriore rally dei mercati azionari e punteranno sui rendimenti obbligazionari.

Il rischio è che nel mese di marzo i titoli azionari possano ritracciare significativamente, con lo S&P 500 che potrebbe crollare anche del -5% ed oltre, spiega MilanoFinanza. Ma non è uno scenario certo. Prepararsi è un bene per il portafoglio finanziario, ovviamente.

Per conoscere tutti gli eventi economici del giorno e della settimana in Italia e all’estero, leggi il nostro Calendario Economico completo con tutti gli eventi in programma.

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