Il prezzo del petrolio greggio texano si è spinto fin sopra i 110 dollari con un proseguimento del rally in apertura settimanale, dopo le evoluzioni del weekend in Iran.
Il prezzo del petrolio greggio WTI ha chiuso la scorsa settimana sopra i 90 dollari al barile, con un ultimo picco rialzista in chiusura settimanale, causato anche dalle minacce dell’Iran di colpire le navi statunitensi e israeliane lungo lo stretto di Hormuz. In apertura, quest’oggi il rally è proseguito fino ai 113 dollari, con un rialzo del +25%.
Il gas naturale ha invece chiuso nuovamente con una spinta rialzista, che ha portato il rialzo settimanale al +8,7%. Tuttavia, la resistenza a 3,20 dollari rimane particolarmente coriacea e nuovi rimbalzi potrebbero verificarsi già nel brevissimo termine.
Precisamente, oggi al momento della scrittura, il petrolio greggio WTI segna esattamente 107,72 dollari al barile e il gas naturale passa di mano a 3,386 dollari.
Il prezzo del petrolio greggio WTI si è spinto oltre la resistenza dei 110 dollari al barile in apertura settimanale, e potrebbe ora mirare a nuovi obiettivi compresi tra i 120 e i 125 dollari, già nel brevissimo termine.
Il conflitto in Iran rischia di protrarsi più a lungo rispetto alle quattro settimane ipotizzate dalla Casa Bianca, salvo sorprese. In questo contesto, i recenti attacchi statunitensi e israeliani contro infrastrutture petrolifere iraniane potrebbero alimentare ulteriori pressioni rialziste sul mercato.
Dopo un balzo del 52% in cinque giorni, uno scenario ribassista o di grave correzione, alla luce dell’attuale forza del trend, va al momento accantonato.
Quanto al gas naturale, il quadro tecnico continua a suggerire un’evoluzione laterale compresa tra 2,80 e 3,20 dollari, con una resistenza particolarmente coriacea proprio in area 3,20. Al momento, però, lo scenario rialzista sta avendo la meglio, con una estensione sui 3,40 dollari.
Nel brevissimo termine, il mercato sembra ancora privo di un catalizzatore capace di rompere la congestione. Tuttavia, l’avvicinarsi della stagione primaverile potrebbe introdurre una maggiore volatilità, soprattutto se le previsioni meteo dovessero deviare dalle attese o se emergessero segnali di rallentamento nella produzione.
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Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.