Gli Indici di Wall Street continuano a muoversi in un contesto dominato dall’incertezza geopolitica, con dinamiche di prezzo fortemente influenzate da notizie e dichiarazioni politiche.
Il Nasdaq evidenzia in modo chiaro questa fase di instabilità. Dopo un avvio di seduta fortemente negativo, l’indice ha registrato una brusca inversione al rialzo in seguito a indiscrezioni su possibili colloqui tra Stati Uniti e Iran. La successiva smentita ha però ridimensionato l’entusiasmo, confermando che il mercato si sta muovendo su informazioni ancora fragili.
Dal punto di vista tecnico, il rimbalzo è avvenuto in prossimità di un’area di supporto rilevante intorno al livello annuale dei 23.907,08 punti. Questo livello ha attratto acquisti, anche grazie alla reazione positiva di alcuni titoli a grande capitalizzazione. Tuttavia, il movimento appare più come un rally di sollievo che come l’inizio di una nuova fase rialzista strutturata.
La mancanza di conferme sul fronte geopolitico mantiene elevata l’incertezza, dove un ritorno sotto area 23.500 punti riaprirebbe scenari ribassisti con possibile estensione verso il livello annuale dei 22.449,66 punti. Al contrario, solo un miglioramento concreto del contesto potrebbe sostenere un recupero verso area 25.000 punti.
Il Dow Jones mostra una struttura più ordinata rispetto al Nasdaq, ma resta comunque fortemente influenzato dal contesto globale. L’indice ha beneficiato di un rimbalzo sostenuto da acquisti su titoli ciclici e industriali, segnale che una parte del mercato sta provando a posizionarsi su uno scenario meno negativo.
Dal punto di vista tecnico, il livello chiave per un ritorno della pressione LONG si colloca intorno ai 46.400 punti, resistenza che sta attualmente mettendo alla prova la forza del movimento rialzista. Un superamento deciso di questa zona potrebbe aprire spazio verso il livello annuale dei 47.219,10 punti.
Al contrario, un’incapacità di mantenersi sopra il livello annuale dei 45.989,94 punti riporterebbe pressione sull’indice, con possibili discese verso il livello psicologico dei 45.000 punti e successivamente verso il livello annuale dei 44.197,78 punti.
L’S&P 500 si colloca in una posizione intermedia tra la volatilità del Nasdaq e la relativa stabilità del Dow Jones. L’indice ha recuperato terreno dopo le dichiarazioni su possibili negoziati tra Stati Uniti e Iran, beneficiando anche del calo dei prezzi del petrolio, che ha contribuito a migliorare il sentiment. Il ritorno sopra il livello annuale dei 6.671,38 punti rappresenta un primo segnale di stabilizzazione nel breve termine che, se violato al rialzo, potrebbe favorire un’estensione del movimento verso il livello chiave dei 6.800 punti. Un ulteriore superamento di questa soglia aprirebbe la strada a un test del livello annuale dei 6.945,77 punti.
Tuttavia, un posizionamento sotto il supporto chiave dei 6.500 punti permetterebbe agli orsi di spingere ulteriormente l’indice al ribasso, andando a ritestare il livello annuale dei 6.447,64 punti e il livello chiave dei 6.400 punti.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.