Investire in memorie e IA, sta partendo la prossima fase degli investimenti Tech trainati dall'intelligenza artificiale. Ecco l'ETF che permette di investire.
Associare memorie e IA potrebbe dire poco a un non esperto di informatica, ma immaginare l’intelligenza artificiale senza dei supporti fisici su cui memorizzare i dati è praticamente impossibile.
Le memorie servono ai processori di Nvidia (NVDA) per processare i dati temporanei (memorie RAM), per registrare i dati sui quali l’IA viene allenata e per far “girare” sistemi operativi e gli altri software necessari al corretto funzionamento dell’infrastruttura.
Dunque investire in memorie è il prossimo passo che, secondo lo sviluppatore di fondi negoziati in Borsa HANetf, gli investitori interessati dovrebbero prendere in considerazione.
Prima di parlarvi nel dettaglio del Defiance Memory Ucits Etf (DRAM) lanciato da HANetf, approfondiamo il tema delle memorie come forma di investimento. Per chi è a digiuno sul tema, abbiamo pensato a una piccola introduzione riepilogativa.
Un computer, come anche il nostro smartphone o tablet, ha bisogno di memorie di diverso tipo per funzionare.
In linea di massima le memorie si dividono tra quelle per la conservazione temporanea dei dati e quelle per la conservazione a lungo termine delle informazioni.
Perché è utile comprendere le differenze? Aiuta l’investitore a leggere i rapporti sulle vendite da parte di società come Sk hynix, Micron o il produttore indipendente Kingston Technology.
Un altro dispositivo hardware fondamentale è il controllore delle memorie. Tale componente elettronico serve a gestire il corretto funzionamento e il flusso di informazioni che entrano ed escono dalle memorie.
Appreso quali sono le memorie da investimento a cui ci riferiamo, passiamo alla relazione che c’è tra memorie e IA.
Nvidia ha basato tutto il suo successo sullo sviluppo e la commercializzazione di processori specializzati per i processi degli algoritmi intelligenti. La scelta di investire sui processori per l’IA hanno fatto la fortuna anche degli investitori.
Ma i processori non bastano, essi hanno bisogno del supporto delle memorie per operare. Alcune memorie conservano informazioni vicino al processore per una maggiore efficienza, altre servono a conservare i dati processati.
Le memorie servono a conservare il carico di lavoro che si fa sempre più gravoso e complesso. Per tale motivo servono tecnologie con un’ampia banda, ovvero memorie capaci di gestire una mole di informazioni contemporaneamente senza fallire.
Siamo quindi in presenza di un potenziale collo di bottiglia per l’intelligenza artificiale. Cioè, se le memorie sono poco performanti e non seguono il passo dell’evoluzione tecnologica dei produttori di processori si rischia l’inefficienza dell’intera infrastruttura IA.
Per capire meglio la relazione tra le memorie e l’infrastruttura IA, illustriamo con parole semplici il ruolo delle memorie nei data center per l’IA.
I componenti forniti dalla filiera delle memorie possono essere racchiusi in cinque gruppi tra loro interdipendenti. Di solito le grandi aziende sono capaci di fornire tutta la componentistica necessaria ai propri clienti (data center, consumer, enti di ricerca, imprese).
Passiamo ai numeri delle memorie da investimento per capire il potenziale di crescita della nicchia.
Secondo le informazioni condivise da HANetf in vista del lancio del suo ETF legato alle società che producono memorie per l’IA, mentre nel 2025 le dimensioni del mercato dei semiconduttori è stato stimato in 117 miliardi di dollari, nel 2035 si prevede di arrivare a 227,91 miliardi di dollari.
Significa una crescita più che doppia in 10 anni, e costante anno dopo anno.
Nel dettaglio, le memorie HBM entro il 2030 dovrebbero rappresentare la metà del mercato delle memorie vendute per GPU e ASIC AI. Dal momento che la capacità produttiva è limitata a causa del processo produttivo (servono cleanroom, processi produttivi molto avanzati), i produttori manterranno il potere sul prezzo.
Di contro le memorie DRAM (DDR, LPDDR, GDDR) dovrebbero crescere solo del 3% (CAGR) fino al 2030, appunto perché la crescita strutturale si sposterà sulle HBM.
Tale spostamento potrebbe causare una diminuzione della produttività di DDR, con conseguente aumento dei prezzi rispetto al minimo toccato nel 2023 (la pandemia aveva causato shortage, seguito da un eccesso di offerta).
Le SSD enterprise ad alta capacità stanno diventando centrali per i data center dell’IA. Dopo il crollo dei prezzi tra il 2022 e il 2023 è ora in corso un recupero dei prezzi. Molti data center attivi da tempo, infatti, hanno bisogno di sostituire gli hard disk (HDD) con le più moderne e performanti SSD. Un passaggio dettato dalla necessità di aumentare produttività e ridurre i costi energetici.
Dunque nei prossimi anni assisteremo a una crescita nella domanda di memorie di fascia alta e dedicata ai data center, allo stesso tempo non avremo tutta la disponibilità necessaria e ciò manterrà alti i prezzi a tutto beneficio dei produttori di memorie e dei loro investitori.
Le stime prevedono una crescita per almeno i prossimi 5 anni a partire dal 2026. A trainare le vendite saranno SSD, HBM e in misura ridimensionata le DRAM.
Il Defiance Memory UCITS ETF (ticker: DRAM) rappresenta il primo ETF europeo interamente dedicato al settore dei chip di memoria e dei sistemi di data storage, un segmento che sta diventando strutturale nell’economia dell’intelligenza artificiale.
Lanciato nel giugno 2026 e quotato su Xetra e Borsa Italiana, con listing sul London Stock Exchange in arrivo, il fondo nasce per offrire agli investitori europei un accesso diretto a una catena del valore che sta vivendo una fase di espansione senza precedenti, trainata dalla domanda di HBM, DRAM server‑grade, NAND e SSD enterprise.
Secondo HANetf, sviluppatore con Defiance dell’Etf, la domanda generata da AI, cloud computing e data center hyperscale sta assorbendo una quota crescente della capacità produttiva avanzata, mentre i produttori stanno riallocando risorse verso segmenti a maggiore marginalità come HBM e DRAM per server.
Tale spostamento comprime l’offerta disponibile per applicazioni consumer e crea tensioni lungo l’intera supply chain tecnologica.
Le stime citate da Gartner indicano che DRAM e SSD potrebbero aumentare di prezzo fino al 130% entro la fine del 2026, in un contesto in cui “non ci sarà abbastanza memoria per soddisfare la domanda globale” .
DRAM replica l’Indxx Defiance Global Memory Chip Select Index, un indice rules‑based che seleziona società attive lungo tutta la filiera delle memorie per dispositivi elettronici:
I titoli vengono classificati come:
L’indice include almeno 20 società pure‑play, integrando quasi‑play solo se necessario. Il peso massimo per titolo è del 10% (15% per i quasi‑play), con ribilanciamento trimestrale (febbraio, maggio, agosto, novembre).
Il fondo è a classe ad accumulazione, con TER 0,69%.
Scrittore web freelance dal 2013, scrive di crypto economy dal 2016 e di fintech e mercati azionari dal 2018. Scrive inoltre di economia digitale.Dal 2018 collabora per FXEmpire.it scrivendo di crypto e mercati azionari con particolare attenzione a Borsa Italiana. Inoltre, cura la pubblicazione di articoli formativi a cadenza domenicale per l'area Formazione del sito di FX Empire Italia.