Nel corso della sessione di venerdì, Wall Street si è mossa in ribasso a causa della rinnovata preoccupazione per i tassi di interesse. Il Dow Jones e lo S&P500 hanno chiuso al minimo degli ultimi due mesi, mentre il Nasdaq ha chiuso al minimo dell’ultimo mese.

Le dichiarazioni del presidente della Fed di Boston, Eric Rosengren, hanno contribuito alle massicce vendite. In un discorso tenuto nella giornata di venerdì, Rosengren ha suggerito che sarebbe opportuno che la Fed aumentasse i tassi di interessi prima, invece che poi. Il Dow Jones ha chiuso in ribasso di 394,46 punti, ossia del 2,1%, toccando un minimo intragiornaliero di 18085,45. Nella giornata di oggi sono previsti i discorsi dei presidenti della Fed di Atlanta e di Minneapolis, rispettivamente Lockhart e Kashkari, e del governatore della Fed Lael Brainard.
I mercati europei hanno chiuso la giornata di venerdì nettamente in negativo. La continua delusione per la mancanza di azione da parte della Bce ha pesato sul sentimento degli investitori. La debolezza dei dati sulla Germania e sulla Francia, insieme alla delusione per l’inflazione in Cina, hanno rafforzato l’atteggiamento negativo.
Nella giornata di lunedì, i mercati asiatici hanno aperto in ribasso, proseguendo la chiusura negativa sperimentata da Wall Street nella sessione di venerdì a causa del timore che la Fed possa essere meno accomodante, dato che alcuni suoi membri hanno affermato che i tassi potrebbero venire innalzati già alla riunione di settembre.

I mercati asiatici si muovono in ribasso, con il Nikkei che perde l’1,5% e lo Shanghai Composite che cede l’1,69%. Negli Stati Uniti, le borse sono scese a seguito delle dichiarazioni di alcuni membri della Fed, secondo cui i tassi potrebbero venire innalzati già nel corso di questo mese. Le perdite più gravi sono state registrate dai titoli industriali ed energetic.
Nella mattinata di oggi, l’Ipp del Giappone è risultato inferiore alle attese, mentre gli ordini di macchinari core hanno superato le attese. Lo yen ha guadagnato 20 punti, salendo a quota 102,52, prossimo ai minimi sul dollaro. I trader dello yen si stanno preparando alla cruciale riunione della Banca del Giappone, che si svolgerà nella prossima settimana, lo stesso giorno del vertice della Fed. La Banca del Giappone tenterà di chiarire le proprie prospettive sulla politica monetaria. Nell’attesa, i membri della banca centrale nipponica paiono sempre più divisi sulla dimensione e lo scopo delle prossime misure di stimolo.

La valutazione complessiva della Banca del Giappone sulla politica economica tenterà di fornire una visione più chiara delle aspettative della banca centrale nipponica circa le misure di allentamento e i tassi di interesse negativi. Il governatore Haruhiko Kuroda e il vicegovernatore Hiroshi Wakaso spiegheranno perché l’economia del Giappone può ancora raggiungere l’obiettivo di inflazione al 2% e come la banca centrale gestirà i tassi negativi in futuro.
Nella giornata di oggi, verranno pubblicati pochi dati. Nella mattinata, sia il kiwi sia l’Aussie hanno continuato a muoversi in ribasso, spinti dall’apprezzamento conseguito dal dollaro nella giornata di venerdì. Il NZD ha raggiunto quota 0,7319 e l’AUD si assesta a quota 0,7532. Come per le borse, i titoli di Stato e le materie prime, il netto ribasso subito dal dollaro australiano nella giornata di venerdì (circa l’1,34%) è stato provocato dalle dichiarazioni di alcuni membri della Fed, secondo cui un innalzamento dei tassi da parte del Fomc potrebbe non essere del tutto impossibile. Nella mattinata, il dollaro ha perso 5 punti, scendendo a quota 95,28. Tuttavia, la valuta statunitense dovrebbe recuperare e chiudere in rialzo al termine degli interventi dei membri del Fomc.

