I prezzi del future sul Natural Gas sono in fase di recupero a partire dai minimi toccati il 17 agosto scorso a quota 2.896, ma il movimento rialzista ha assunto particolare intensità solo a partire dai minimi relativi di lunedì 21 settembre, segnati a 2.976. Tutti i livelli tecnici qui riportati si riferiscono al nuovo contratto con consegna 11/26.
Mentre scriviamo i valori guadagnano il +5.61% a quota 3.330 e in giornata il rialzo è riuscito a spingersi fino a 3.377, portando le dimensioni complessive del recupero dai minimi di agosto al +16.61%.
Il dato tecnico essenziale visibile sul grafico a candele settimanali è rappresentato dal test pieno della resistenza di medio periodo che transita per quota 3.365. I prezzi sono riusciti quest’oggi a spingersi provvisoriamente oltre tale livello, ma la rottura rialzista potrà essere confermata solo con la chiusura weekly di domani, venerdì 25 settembre.

È già possibile localizzare il principale supporto di riferimento per le prossime 5-10 giornate a 3.137/3.150. Sarebbe necessaria una chiusura su grafico weekly inferiore a tale supporto per interrompere il quadro di recupero dominante. Fino a quando questo non avverrà, le probabilità pendono in direzione della rottura consolidata della resistenza di medio termine a 3.365, a favore di un allungo fino al punto di verifica immediatamente successivo, posizionato a 3.510.
Si assottiglia il margine di abbondanza
Anche il quadro fondamentale fornisce alcuni elementi di sostegno al recupero, pur senza essere uniformemente rialzista. Il report EIA pubblicato oggi ha indicato un aumento delle scorte americane nella settimana terminata il 18 settembre, dato che teoricamente avrebbe dovuto deprimere i prezzi.
In realtà l’elemento che sta pesando di più in questa fase è il progressivo assottigliamento del surplus rispetto alla media degli ultimi cinque anni, sceso al 2.9%, contro il 3.7% della rilevazione precedente. In altre parole, nonostante le scorte rimangano superiori alla norma stagionale, il margine di abbondanza accumulato nei mesi precedenti si sta progressivamente riducendo.
Dal lato dell’offerta, la produzione media americana rimane molto elevata, ma la produzione giornaliera sta risentendo di flessioni registrate in Louisiana e Pennsylvania. Parallelamente, i flussi di gas destinati ai principali impianti americani di esportazione LNG sono saliti in settembre. La situazione europea contribuisce a mantenere sostenuta la domanda internazionale di LNG americano. Gli stoccaggi europei rimangono nettamente inferiori ai livelli degli ultimi anni, anche se la Commissione Europea non ravvisa al momento rischi immediati per la sicurezza degli approvvigionamenti.

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Ci spostiamo sul grafico a barre da 30 minuti per localizzare i riferimenti di maggior rilievo per il breve periodo, validi almeno fino al termine della settimana in corso. Il secco rialzo sviluppatosi nel pomeriggio dovrebbe cedere il passo, fra stanotte e la sessione di domani 25 settembre, ad una fase di consolidamento sopra ai supporti più vicini, situati adesso a 3.267/3.278 e 3.213/3.221.
Entrambi questi livelli costituiranno punti di probabile ripresa del rialzo da sfruttare sulle eventuali debolezze. Lo spazio compreso fra i supporti di breve periodo e la già menzionata resistenza di medio termine a 3.365 costituisce zona di accumulazione. Sono quindi possibili ripetuti cambi di direzione al suo interno, ma in preparazione alla rottura rialzista, con un primo target che consideriamo già attivo a quota 3.490. Il segnale long già vigente resta valido solo con rilevazioni stabilmente superiori a 3.213.
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