Il titolo Snam Rete Gas sta effettuando, a partire dai minimi del 15 settembre scorso toccati a quota 5.402, un tentativo di inversione rialzista dopo il prolungato periodo di arretramento che si era protratto sin dai massimi dell’8 aprile a 6.676.
Non ci sono ancora indicazioni definitive di ripresa sostenibile del rialzo, ma possiamo segnalare alcuni elementi tecnici che sembrano favorire un progressivo miglioramento dello scenario, soprattutto con riferimento alle prossime due/quattro settimane.
Osservando il grafico storico a candele settimanali possiamo rilevare, per quanto riguarda il medio periodo, la formazione di un nuovo supporto principale a quota 5.650, che dovrebbe essere in grado di sorreggere eventuali ritorni delle vendite nel corso delle prossime settimane.

Le aspettative sono di oscillazione sostenuta sopra tale livello e orientata al raggiungimento della resistenza principale di medio periodo, che passa per quota 6.180. Si tratta di un obiettivo ancora relativamente distante dalle quotazioni attuali, il cui raggiungimento richiederà probabilmente il superamento di alcune resistenze intermedie, oltre al consolidamento dei progressi già ottenuti durante le ultime settimane.
Lo scenario di tendenza necessiterebbe di una revisione solo in presenza di una chiusura su grafico weekly inferiore a 5.650. Fino a quel momento, eventuali arretramenti dovranno essere considerati potenzialmente compatibili con la prosecuzione del tentativo di inversione rialzista, soprattutto se accompagnati dalla tenuta dei supporti più vicini.
Analisti Moderatamente Ottimisti
Le pressioni ribassiste degli ultimi mesi hanno interessato anche altre società europee delle infrastrutture. Esse non sembrano derivare da un deterioramento dell’attività industriale, quanto piuttosto dall’aumento dei rendimenti obbligazionari e dalle incertezze sulla futura regolamentazione del settore. Snam opera infatti prevalentemente attraverso attività regolate, come il trasporto e lo stoccaggio del gas, i cui ricavi dipendono in larga misura dalle tariffe riconosciute dall’autorità competente.
Tra gli analisti prevale un atteggiamento moderatamente positivo. A settembre UBS ha migliorato il giudizio a Buy, mentre il 7 ottobre Equita ha confermato la stessa raccomandazione, riducendo però il prezzo obiettivo da 7.10 a 6.60 euro per tenere conto del mutato scenario dei tassi.
Riferimenti Tecnici di Breve Periodo
Per quanto riguarda l’orizzonte temporale più stretto, possiamo localizzare sul grafico a barre da 30 minuti dei nuovi supporti di breve periodo a quota 5.854/5.866 e 5.784/5.796. Entrambi i livelli costituiranno, nel corso delle prossime tre/cinque giornate, punti di probabile reazione in caso di arretramenti.

Segnaliamo inoltre la presenza di un’area di resistenza che si estende fra 5.948/5.978 e che costituisce, nell’immediato, il primo ostacolo tecnico sulla strada del rialzo. Non possiamo escludere che proprio da questa zona possano svilupparsi provvisori ripiegamenti, senza che ciò comporti necessariamente un deterioramento delle prospettive rialziste attualmente in vigore.
La tenuta dei supporti di breve periodo proietta infatti i primi obiettivi oltre tale area di resistenza, a quota 6.022 e 6.052. Si tratta di due riferimenti intermedi sulla strada per la resistenza principale di medio termine a 6.180, il cui raggiungimento rappresenta l’obiettivo più ambizioso dello scenario atteso nelle prossime settimane.
Il segnale long attualmente in vigore nel breve periodo resta attivo solo con prezzi stabilmente superiori a 5.784. Eventuali riavvicinamenti ai supporti potrebbero quindi costituire occasioni di ripartenza del movimento rialzista, purché i prezzi riescano a mantenersi sopra tale soglia.
L’eventuale violazione ribassista di quota 5.784, scenario che consideriamo al momento meno probabile, interromperebbe invece il segnale positivo di breve periodo e aprirebbe spazi per un riavvicinamento al supporto principale di medio termine a 5.650, imponendo un aggiornamento delle proiezioni.
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