Il titolo Campari ha raggiunto questa settimana un picco relativo a quota 6.186, su valori che non si vedevano dalla fine di luglio. Nel corso delle ultime quattro settimane ha evidenziato complessivamente un movimento rialzista superiore al 5%, che lo pone tra i migliori temi del listino italiano in questa fase di relativa debolezza dell’indice FtseMIB.
Il recupero ha ricevuto particolare impulso durante la seduta del 14 settembre, quando il titolo aveva guadagnato il 5.8% dopo una serie di giudizi positivi da parte degli analisti. UBS aveva portato la raccomandazione da “Neutral” a “Buy”, alzando il prezzo obiettivo da 6.10 a 7.00 euro, mentre Morgan Stanley era passata a “Overweight”, con target a 6.50 euro. Due giorni più tardi anche Deutsche Bank aveva promosso Campari a “Buy”, senza tuttavia determinare un’ulteriore reazione positiva immediata delle quotazioni.
Il dato essenziale che possiamo ricavare dall’osservazione del grafico a candele settimanali è la formazione di un livello di supporto a quota 5.720, che costituisce il principale riferimento tecnico per il mese di ottobre. Ci aspettiamo che eventuali ritracciamenti in direzione di tale livello costituiscano occasioni di ingresso long di tendenza, in un contesto che vede il titolo orientato a un’estensione rialzista fino alla resistenza di medio periodo situata attualmente a 6.650. Sarebbe necessaria almeno una chiusura sul grafico weekly inferiore a 5.720 per imporre una revisione del quadro tecnico descritto.

I dati fondamentali disponibili
Dal punto di vista fondamentale, i dati relativi al primo semestre hanno evidenziato vendite in crescita organica del 2.7%, escludendo gli effetti derivanti dalle variazioni dei cambi. Per l’intero 2026 il gruppo prevede una crescita organica intorno al 3%, mentre l’impatto stimato dei dazi statunitensi è stato ridotto a circa 20 milioni di euro rispetto ai 30 milioni indicati in precedenza.
Un passaggio rilevante per il mese di ottobre è fissato per il giorno 28, quando il consiglio di amministrazione esaminerà le vendite dei primi nove mesi dell’anno. L’appuntamento potrebbe fornire indicazioni importanti sulla capacità del gruppo di mantenere il ritmo di crescita organica previsto per il 2026. Particolare attenzione sarà riservata anche all’andamento di Aperol, che rappresenta quasi un terzo delle vendite complessive del gruppo.

Scenario tecnico di breve periodo
Sul grafico di breve periodo, a barre da 30 minuti, possiamo localizzare a 6.010/6.028 e 5.850/5.878 i supporti validi fino al termine della settimana in corso. Tali livelli costituiscono punti di probabile ripresa del rialzo in caso di arretramenti.
Le aspettative sono di raggiungimento di una prima resistenza intermedia situata fra 6.316/6.336, da cui potrebbe scattare qualche provvisorio arretramento, e di un successivo ulteriore allungo fino a 6.490, nel progressivo avvicinamento alla resistenza di medio periodo a 6.650.
Il segnale tecnico rimane long, accumulando posizioni su eventuali test dei supporti di breve periodo. Lo scenario dominante rimane orientato al raggiungimento di 6.316/6.336, 6.490 e successivamente della resistenza di medio periodo a 6.650. Come già riferito, sarebbe necessaria una chiusura sul grafico weekly inferiore a 5.720 per imporre una revisione dello scenario rialzista.
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