Il prezzo del petrolio greggio WTI è scivolato per la terza sessione di scambi consecutive, nonostante il clima teso tra USA e Iran a causa delle nuove sanzioni e dell’incognita rappresentata dalla Cina, che ha reputato “illegali” le misure annunciate contro Teheran.
Sembra però che funzionari del Qatar siano impegnati a riavviare i colloqui diplomatici tra USA e Iran.
Intanto, oggi al momento della scrittura, il petrolio greggio WTI segna esattamente 80,85 dollari al barile, in netto calo del -6% abbondante in una sola settimana.
Ha invece ripreso quota il gas naturale, fino a ritestare in queste ore la resistenza principale di 2,80 dollari.
Previsioni sul prezzo del petrolio greggio WTI
Il prezzo del petrolio greggio WTI si muove in pieno territorio ribassista e, osservando l’andamento delle ultime sedute, non si può escludere un test del supporto psicologico a 80 dollari. Un vero cedimento, tuttavia, appare al momento poco probabile: la fase di riassorbimento non è stata accompagnata da market movers sufficienti a sancire una reale inversione di tendenza, mentre il quadro geopolitico continua a esercitare una pressione strutturalmente rialzista. USA e Iran restano in aperto conflitto, il nodo di Hormuz rimane irrisolto e la Cina, prevedibilmente contraria alle nuove sanzioni statunitensi, potrebbe aggiungere ulteriore tensione allo scenario.
Assumendo dunque la tenuta degli 80 dollari, il WTI potrebbe tentare un recupero verso l’obiettivo intermedio di 82 dollari, seguito da una fase di consolidamento o da un rimbalzo più graduale.
Solo un ritorno concreto al tavolo negoziale tra Washington e Teheran aprirebbe la strada a un vero break‑out ribassista sotto gli 80 dollari, perché potrebbe venir meno la componente di rischio geopolitico che oggi continua a sostenere il mercato.
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Il gas naturale ha mostrato una dinamica più frenetica del previsto, inizialmente seguendo il ribasso del WTI per poi recuperare terreno e mettere a segno un progresso complessivo di circa +1,5% negli ultimi cinque giorni. Il target tecnico a 2,80 dollari è ora in fase di test: il livello è stato raggiunto, ma non ancora superato con la stabilità necessaria per parlare di un vero break‑out. Per confermarne il superamento servirebbe un’estensione rialzista almeno verso 2,82 dollari, accompagnata da una fase di consolidamento più strutturata.
Nell’immediato, resta comunque possibile un nuovo arretramento: la volatilità rimane elevata e il gas potrebbe riportarsi verso il baricentro della fascia laterale a 2,760 dollari.
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