Il prezzo del petrolio greggio WTI continua a consolidarsi sopra i 100 dollari al barile, senza mostrare per il momento alcun tentativo ribassista sotto il nuovo supporto.
Le quotazioni potrebbero mantenersi stabili, senza particolari sorprese, ma anche in caso di arretramento non mi attendo una significativa inversione di tendenza che possa spingere i prezzi sotto i 95 dollari.
Quanto al gas naturale, il nuovo contratto riparte da una quotazione di 3,060 dollari. Attendiamoci oggi una sessione interlocutoria, che potrebbe delineare i movimenti futuri dopo i forti ribassi registrati nelle scorse sedute, legati a temperature più miti del previsto.
Precisamente, oggi al momento della scrittura, il petrolio greggio WTI segna esattamente 101,84 dollari al barile e il gas naturale passa di mano a 3,062 dollari.
Previsioni sul prezzo del petrolio greggio WTI
Il prezzo del petrolio greggio WTI sta riuscendo a mantenere un’impostazione fortemente rialzista e potrebbe chiudere il mese di ottobre sopra i 100 dollari al barile. L’incertezza in Medio Oriente continua infatti a sostenere i prezzi e i supporti a 98 e 95 dollari al barile potrebbero arginare eventuali movimenti ribassisti.
Nel contesto attuale, l’ipotesi più plausibile è quella di un proseguimento del consolidamento in corso nell’area dei 100 dollari, con un avvicinamento graduale e ponderato al target di 105 dollari. L’obiettivo rialzista immediatamente successivo coinciderebbe con i massimi relativi in area 110 dollari al barile.
Per il raggiungimento di quest’ultimo target di prezzo, ritengo però che il terreno non sia ancora pronto. Nuove tensioni tra USA e Iran, o un’intensificazione degli attacchi, potrebbero agevolare questo scenario profondamente rialzista.
Natural Gas Previsione del Prezzo
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Il prezzo del gas naturale torna a gravitare intorno alla soglia psicologica dei 3 dollari, che rappresenta il nuovo baricentro delle contrattazioni dopo il passaggio al contratto futures di dicembre. Il cambio di scadenza non deve tuttavia nascondere le forti pressioni ribassiste che hanno caratterizzato le ultime sedute.
Il precedente contratto aveva infatti accusato una flessione superiore al 20% nell’arco di poche sessioni, principalmente a causa delle temperature statunitensi più miti del previsto e delle conseguenti aspettative di una minore domanda di riscaldamento. Questo scenario continua a pesare sulle prospettive del gas naturale, nonostante l’avvicinarsi della stagione invernale.
Nel breve termine, ritengo possibili arretramenti verso i supporti di 2,90 e 2,80 dollari. Una tenuta del baricentro attuale potrebbe invece favorire un recupero graduale verso i 3,10 dollari, con un successivo obiettivo rialzista a 3,20 dollari.
Per assistere a una ripresa più convincente, sarà però probabilmente necessario un cambiamento delle previsioni meteorologiche, con temperature più rigide capaci di sostenere le aspettative sulla domanda.
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