Il prezzo dell’Oro apre la settimana sotto pressione e torna a scivolare verso la soglia chiave dei 4.300 $ durante la prima parte della sessione europea di lunedì. Il metallo giallo attira nuovi venditori in un contesto caratterizzato dal rafforzamento del dollaro statunitense, dall’aumento delle aspettative per una Federal Reserve più restrittiva e dai persistenti rischi inflazionistici legati agli elevati prezzi del petrolio.
Nonostante la debolezza, la discesa del prezzo dell’Oro appare per il momento relativamente controllata. Gli investitori sembrano infatti poco propensi ad assumere posizioni particolarmente aggressive alla vigilia di una settimana dominata dalle principali Banche Centrali. La Federal Reserve annuncerà la propria decisione mercoledì, seguita dalla Banca d’Inghilterra giovedì e dalla Banca del Giappone venerdì.
Panoramica fondamentale
Il principale ostacolo per il metallo giallo rimane la prospettiva di tassi di interesse statunitensi ancora più elevati. Secondo lo strumento FedWatch, il mercato attribuisce attualmente oltre l’88% di probabilità a un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve al termine della riunione di mercoledì.
Le aspettative restrittive sono aumentate dopo i dati sull’inflazione statunitense pubblicati la scorsa settimana. Sia l’Indice dei Prezzi alla Produzione (IPP) sia quello dei Prezzi al Consumo (IPC) hanno evidenziato pressioni inflazionistiche ancora persistenti, rafforzando l’ipotesi che la Banca Centrale USA possa essere costretta a intervenire nuovamente.
Per il prezzo dell’Oro, uno scenario di tassi più elevati rappresenta generalmente un fattore negativo. Il metallo giallo non distribuisce interessi e diventa quindi relativamente meno competitivo quando aumentano i rendimenti offerti dalle obbligazioni e dagli altri strumenti finanziari remunerativi.
Analisi Tecno-Grafica e previsioni Oro

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Vedi tutte le previsioni di GoldAl momento della scrittura il prezzo dell’Oro quota 4.317,31 $, in ribasso dello 0,74% ed in pieno momentum SHORT che sta permettendo alla commodity di avvicinarsi sempre di più verso il livello annuale dei 4.298,533 $ che, se superato, aprirebbe le porte per una decisa continuazione dell’estensione ribassista, con il livello chiave dei 4.200 $ e il livello annuale dei 4.093,368 $ a rappresentare i successivi due obiettivi SHORT.
Viceversa, un ritorno della pressione dei tori si manifesterebbe probabilmente solo a seguito di chiusura in territorio positivo sopra i 4.360 $, con la resistenza dei 4.440 $ e il livello annuale dei 4.550,15 $ a fungere da principali target LONG.
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