Il prezzo dell’Oro tenta di recuperare terreno durante le prime ore di contrattazione di lunedì, mantenendosi intorno la soglia chiave dei 3.900 $ l’oncia, sostenuto dall’indebolimento del dollaro statunitense e dalle nuove speranze di una soluzione diplomatica al conflitto in Medio Oriente.
Nonostante i modesti guadagni intraday, il metallo giallo continua a mostrare difficoltà nel costruire un movimento rialzista convincente, rimanendo vicino ai minimi registrati venerdì, in prossimità dei livelli più bassi da ottobre 2025.
Panoramica fondamentale
A limitare il recupero sono soprattutto le aspettative di un ulteriore aumento dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve nella riunione di dicembre, alimentate dalla resilienza dell’economia americana e dalle persistenti pressioni inflazionistiche. Secondo lo strumento FedWatch, gli operatori attribuiscono una probabilità di circa il 77% a un nuovo rialzo dei tassi a dicembre, una prospettiva che continua a penalizzare le attività prive di rendimento periodico, come l’Oro.
Nel frattempo, il dollaro americano torna a perdere terreno grazie all’ottimismo per i negoziati tra Stati Uniti e Iran, offrendo un sostegno temporaneo alle quotazioni del metallo giallo. Tuttavia, le tensioni geopolitiche rimangono elevate e il rischio di una nuova escalation militare continua a influenzare il sentiment degli investitori.
Secondo le ultime informazioni, i negoziatori iraniani hanno proseguito domenica, per il terzo giorno consecutivo, i colloqui con i mediatori del Qatar, nel tentativo di raggiungere un accordo per porre fine al conflitto con Stati Uniti e Israele. Teheran avrebbe inoltre proposto un piano per la riapertura dello Stretto di Hormuz nell’arco di 48 ore, subordinandolo però al soddisfacimento di alcune condizioni da parte di Washington.
Le previsioni sul metallo giallo rimangono pertanto improntate alla cautela, con il mercato che attende importanti dati macroeconomici statunitensi per valutare le prospettive della politica monetaria americana e la sostenibilità dell’attuale tentativo di recupero.
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Al momento della scrittura il prezzo dell’Oro quota 3.900 $, in rialzo dello 0,63%, mostrando i primi segnali di una possibile inversione rialzista dopo due settimane caratterizzate da forti pressioni ribassiste. Dal punto di vista tecnico, tuttavia, sarà necessario un consolidamento stabile al di sopra dei 3.900 $ per confermare un effettivo cambio di direzione. In tale scenario, i rialzisti potrebbero acquisire ulteriore slancio, puntando inizialmente al livello psicologico dei 4.000 $ e, successivamente, al livello annuale dei 4.093,368 $, che rappresenterebbe il prossimo obiettivo rialzista di riferimento.
Viceversa, una chiusura al di sotto dei 3.850 $ rafforzerebbe la prosecuzione del trend ribassista attualmente in atto, compromettendo i tentativi di recupero. In questo caso, il metallo giallo potrebbe accelerare ulteriormente al ribasso, trovando un primo obiettivo significativo in corrispondenza del livello annuale dei 3.810,783 $.
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