Il prezzo dell’Oro continua a mostrare segnali di debolezza durante la sessione europea di venerdì, con le quotazioni che sono scivolate temporaneamente sotto la soglia psicologica dei 4.000 $ l’oncia, raggiungendo i livelli più bassi degli ultimi tre mesi. Il tentativo di recupero intraday non riesce a consolidarsi, mentre il metallo giallo si avvia verso la seconda seduta consecutiva in territorio negativo.
Panoramica fondamentale
Il principale fattore di pressione sul metallo giallo continua a essere rappresentato dalle aspettative sui prossimi interventi della Federal Reserve, in un contesto caratterizzato da persistenti rischi inflazionistici. La Banca Centrale americana dovrebbe mantenere invariati i tassi d’interesse nella riunione del FOMC prevista per la prossima settimana, ma gli investitori continueranno a monitorare attentamente le dichiarazioni del presidente Kevin Warsh.
In assenza di nuove proiezioni economiche ufficiali, il comunicato della FED e la successiva conferenza stampa potrebbero assumere un’importanza ancora maggiore per comprendere le prospettive della politica monetaria statunitense. Un orientamento più restrittivo del previsto potrebbe sostenere ulteriormente il dollaro e i rendimenti obbligazionari americani, aumentando la pressione ribassista sul metallo giallo.
Al contrario, eventuali segnali di maggiore prudenza sui futuri rialzi dei tassi potrebbero favorire una ripresa della domanda di Oro, soprattutto dopo la recente correzione delle quotazioni.
Un altro elemento determinante riguarda l’evoluzione della crisi in Medio Oriente. Gli scontri tra Arabia Saudita e milizie Houthi sostenute dall’Iran si sono intensificati, con attacchi contro aeroporti e infrastrutture energetiche strategiche del regno saudita. Parallelamente, le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno minacciato una risposta militare più ampia in caso di nuovi attacchi statunitensi, aumentando il rischio di un’ulteriore escalation regionale.
A queste tensioni si aggiungono le indiscrezioni secondo cui Stati Uniti e Israele starebbero valutando nuove operazioni militari contro l’Iran dopo le elezioni di medio termine americane. Sebbene tali ipotesi non rappresentino sviluppi confermati, contribuiscono a mantenere elevata l’incertezza sui mercati energetici e sul metallo giallo.
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Al momento della scrittura il prezzo del metallo giallo quota 4.013,125 $, in ribasso dello 0,28% ed in un primo timido tentativo da parte dei tori di un recupero; dal punto di vista tecnico, una chiusura definitiva sotto i 4.000 $ permetterebbe agli orsi di poter testare la zona dei minimi annuali intorno ai 3.950 $, il cui agevole superamento permetterebbe al prezzo di poter raggiungere il prossimo ostacolo rappresentato dal livello annuale dei 3.900 $.
Viceversa, non è da sottovalutare un eventuale riuscita dei tori di chiudere in territorio positivo sopra i 4.000 $, permettendo al prezzo dell’Oro di raggiungere almeno il livello annuale dei 4.093,368 $.
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