L’S&P 500 conserva una struttura complessivamente rialzista. I principali supporti rimangono infatti intatti e, almeno per il momento, non esistono conferme sufficienti per dichiarare conclusa la tendenza positiva di medio periodo. Un primo segnale di debolezza è arrivato dai ripetuti tentativi falliti di superare la fascia compresa tra 7.755 e 7.775 punti. L’indice ha testato questa zona in diverse occasioni senza riuscire a consolidare al di sopra, suggerendo la presenza di una significativa pressione in vendita.

Non si può ancora escludere un nuovo attacco ai massimi: configurazioni analoghe si sono già verificate prima di successive rotture rialziste. Tuttavia, il deterioramento del contesto macroeconomico rende necessario monitorare con maggiore attenzione i supporti. La prima zona chiave è intorno al livello chiave dei 7.600 punti, e la sua tenuta consentirebbe agli acquirenti di preservare la struttura rialzista e tentare nuovamente un ritorno verso i 7.800 punti. Più importante è il livello annuale dei 7.443,90 punti, dove una rottura al ribasso di questo livello rappresenterebbe un deterioramento tecnico significativo e aumenterebbe la probabilità di una correzione sotto quota 7.400.
Indici di Wall Street: trend rialzista ancora intatto per il Nasdaq, ma aumenta il rischio di correzione

Il Nasdaq ha raggiunto un nuovo massimo storico nel corso della settimana, ma non è riuscito a estendere il movimento a causa del peggioramento del contesto macroeconomico e delle conseguenti prese di profitto. La struttura tecnica rimane comunque sostenuta da una significativa trendline ascendente, che continua a rappresentare uno dei riferimenti principali per gli acquirenti, e finché questa linea di tendenza rimarrà intatta, eventuali correzioni potranno essere interpretate come ritracciamenti all’interno di un trend di fondo ancora positivo.
Nel breve periodo assume particolare importanza l’area intorno a 30.300 punti, precedente massimo di oscillazione che potrebbe trasformarsi in supporto. Una reazione positiva da questa zona permetterebbe agli acquirenti di puntare nuovamente verso i massimi storici e al livello annuale dei 31.002,05 punti. Un cedimento di 30.300, invece, aumenterebbe la probabilità di un movimento verso la principale trendline rialzista, con gli orsi che cercheranno proprio una rottura di questa struttura per ottenere una conferma più convincente dell’inversione del momentum, con il livello annuale dei 29.864,54 punti a fungere da primo target SHORT e il livello chiave dei 29.000 punti a rappresentare il successivo obiettivo.
Indici di Wall Street: canale discendente mantiene il quadro tecnico ribassista sul Dow Jones

Tra i principali indici di Wall Street, il Dow Jones presenta attualmente la configurazione tecnica più debole, soprattutto considerare il possibile break-out SHORT del livello annuale dei 51.783,78 punti. Se venisse confermato, il primo livello decisivo per gli orsi è situato intorno ai 51.000 punti, e una rottura confermata sotto questa soglia produrrebbe un nuovo minimo decrescente, intorno al livello annuale dei 50.482,62 punti, rafforzando la struttura ribassista.
Per modificare lo scenario, i tori devono consolidarsi sopra il livello annuale dei 51.783,78 punti, e una risalita sopra questa soglia confermata rappresenterebbe soltanto il primo passo: difatti, la vera area di resistenza si trova intorno si 52.500 punti. Una rottura convincente di questa zona migliorerebbe significativamente le prospettive del Dow Jones, aprendo potenzialmente la strada verso il livello annuale dei 53.575,94 punti.
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