Tradotto con IA
Bitcoin (BTC) è salito del 3,3% nelle ultime 24 ore e sta nuovamente superando la soglia dei 70.000 USD in vista del rapporto sull’inflazione negli Stati Uniti di domani.
La guerra con l’Iran sembra aver favorito il recupero di BTC di recente: il prezzo ha rimbalzato su un solido supporto a 65.000 USD durante il weekend e ora sta toccando un importante livello di resistenza che potrebbe scatenare un rally di sollievo molto più forte se i rialzisti dovessero riuscire a superarlo.
I volumi di scambio sono aumentati del 23% nell’ultimo giorno, indicando che la pressione d’acquisto sta salendo costantemente mentre BTC affronta questa resistenza chiave a 72.000 USD.
La scorsa settimana gli investitori hanno riversato 568 milioni USD in exchange-traded fund (ETF) legati alla principale crypto, confermando ulteriormente che il sentimento di mercato sta migliorando.
La settimana è iniziata con una nota positiva anche ieri, quando questi ETF hanno raccolto 168 milioni USD di capitale.
Nel frattempo, l’Indice Fear and Greed è uscito dalla zona di “panic”, salendo da un minimo recente di 5 a 26 al momento della scrittura.
Indice Crypto Fear and Greed – Fonte: CoinMarketCap
Gli investitori sembrano molto più fiduciosi che il peggio della svendita sia alle spalle, proprio in un momento in cui le crescenti tensioni geopolitiche stanno causando ogni genere di caos.
Le liquidazioni di posizioni corte sono inoltre salite fino a quasi 400 milioni USD negli ultimi tre giorni. Si tratta di un primo segnale di una possibile short squeeze che potrebbe accelerare se BTC supererà la soglia dei 72.000 USD.
Passando al grafico a 4 ore, si nota che BTC è ancora confinato in un range ristretto.
Tuttavia, abbiamo finalmente visto la principale crypto superare la media mobile esponenziale (EMA) a 21 periodi — una linea chiave monitorata dal nostro sistema di segnali che ci aiuta a individuare segnali precoci di inversione di tendenza.
Grafico BTC/USDT 4H – Fonte: TradingView
L’Indice di Forza Relativa (RSI) su questo timeframe inferiore ha inviato anch’esso un precoce segnale “buy”, salendo sopra la media mobile a 14 periodi e superando brevemente il livello 60.
È un’indicazione che il momentum rialzista si sta accelerando. Pertanto, se dovessimo assistere a un altro breakout sopra i 72.000 USD, potrebbe svilupparsi una nuova short squeeze. Se ciò dovesse accadere, è molto probabile un forte rally di sollievo fino a 85.000 USD.
L’ultima volta che si è verificato un breakout si è formata rapidamente una barriera di vendita (sell wall) vicino ai 74.000 USD. Quella sarebbe la seconda resistenza da monitorare in caso di un nuovo breakout.
La sessione americana probabilmente porterà i volumi necessari per spingere BTC oltre tali tetti o per confermarne il rifiuto. Nel secondo caso, potremmo assistere prima a una forte correzione verso 65.000 USD e poi fino a 62.000 USD se il momentum ribassista dovesse accelerare.
Passando a un timeframe inferiore, il grafico orario mostra che la pressione di vendita sta già aumentando durante la sessione americana.
Grafico BTC/USDT 1H – Fonte: TradingView
Se durante questa sessione il nostro sistema dovesse emettere un segnale “sell”, ciò potrebbe confermare il rifiuto della resistenza a 72.000 USD. Tuttavia, è ancora troppo presto per dirlo.
L’ultimo segnale è stato un “buy” intorno ai 70.000 USD. Preferiamo però segnali che compaiano vicino a aree chiave. Pertanto, sarebbe auspicabile vedere un breakout sopra i 72.000 USD accompagnato da uno di questi segnali “buy” per confermare che BTC si prepara a salire ulteriormente.
Al contrario, se dovesse arrivare un segnale “sell” a questo livello, potrebbe aprirsi anche un’interessante opportunità per vendere allo scoperto il token.
Alejandro Arrieche si specializza nella redazione di articoli di notizie che incorporano l'analisi tecnica per i trader e possiede una conoscenza approfondita dell'investimento basato sul valore e dell'analisi fondamentale.