Cosa pensate che dirà Mr. Bernanke?

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Alla vigilia dell’intervento di  Jackson Hole, evento chiave della settimana, trader e analisti non hanno ancora un’ idea chiara di cosa aspettarsi o meno da Ben Bernanke. Molti di loro hanno percorso a ritroso la storia della Fed, analizzato i recenti interventi di Bernanke, retto e riletto i verbali FOMC e alla fine hanno tratto le loro conclusioni.

Io ho fatto lo stesso e la conclusione a cui sono giunto è la seguente: neanche lo stesso Bernake sa ancora con certezza cosa dirà. Negli ultimi tempi l’economia americana è stata caratterizzata da una serie di pubblicazioni tutte al positivo. Settore immobiliare, settore occupazionale, produzione e fiducia hanno tutti mostrato un notevole miglioramento, ma nonostante queste note di ottimismo non va dimenticato che quello che ne esce fuori è solo un quadro a breve termine. Se i dati si fossero mostrati negativi, la decisione di Bernanke sarebbe stata più che scontata, ma in una cornice si fatta, troppi sono i fattori da prendere in considerazione.

Oggi, dal fronte statunitense verranno rilasciati i dati sulla disoccupazione, gli analisti si aspettano che gli stessi vadano ad attestarsi strettamente in linea con le previsioni, tuttavia, che sia o meno così, i dati non avranno alcuna incidenza sul discorso di Bernanke. Sono altri infatti i fattori che possono considerarsi rilevanti ai fini della decisione Fed, alcuni tra i quali sono in programma di pubblicazione proprio per la giornata di oggi. Si tratta dei dati relativi alle spese personali e ai consumi, nonché di quelli relativi al  deflatore PCE. Quest’ultimo sarà senza dubbio il più importante, il deflatore PCE, è infatti uno degli indicatori per la misura dei livelli d’inflazione preferiti dalla Fed.  Il deflatore PCE si è mostrato piuttosto contenuto per tutto l’anno e si trova ben al di sotto del target di inflazione al 2% previsto dalla Fed. Con l’IPC che si attesta a luglio sullo 0,0% m/m ci aspettiamo che anche l’inflazione PCE si mostri debole.  Nel frattempo, siamo convinti che questo mese anche il tasso di risparmio degli Stati Uniti mostrerà una forte flessione.

A luglio le vendite al dettaglio hanno evidenziato un incremento dello 0,8% m/m,  motivo per il quale ci aspettiamo che le spese personali andranno ad attestarsi più o meno i linea con questi dati ed esattamente sullo 0,7%.  Sempre nello stesso mese, stando ai dati BLS, i salari sarebbero invece cresciuti del solo 0,1% ed  ecco perché pensiamo che il tasso di risparmio, salito a giugno al 4,4% dal 3,4% di fine 2011, dovrebbe ora andare nuovamente a mostrare una riduzione.

Giornata ugualmente ricca di entusiasmi anche quella di ieri, con una sfilza di dati economici tutti al positivo per la bandiera a stelle e a strisce, a cominciare dalla revisione delle stime del PIL. Tuttavia, chi si aspettava da questa revisione mirabolanti imprese che potessero cambiare il corso dell’economia americana, con molta probabilità ha puntato sul cavallo sbagliato. Stando ai dati, nel corso del secondo trimestre il PIL statunitense sarebbe cresciuto ad un ritmo dell’1,7% contro  l’1,5% della lettura iniziale. In ogni caso la revisione mostrerebbe pro e contro:  gli inventari si sarebbero rivelati inferiori a quanto creduto in precedenza incidendo così favorevolmente su un aumento del PIL,  tuttavia, la revisione a rialzo sarebbe per lo più da imputare ad una riduzione delle importazioni, sintomo che i consumi interni rimangono piuttosto deboli. La revisione offre allora un miglioramento marginale che nonostante tutto mantiene la crescita economica del secondo trimestre al di sotto del 2%, ovvero leggermente al di sopra dello stallo.

I dati relativi alle vendite pendenti del settore immobiliare hanno registrato una crescita record del 2,4%. Tuttavia gli indicatori anticipatori stanno inviando segnali contrastanti: le vendite pendenti sono in forte aumento, l’indice del mercato immobiliare NAHB sta evidenziando una ripresa, ma l’indice relativo alle richieste per i mutui ipotecari mostra performance peggiori rispetto a quelle di inizio anno.

Un libro beige dai contenuti piuttosto positivi ha dato anch’esso l’impressione di una lieve, ma ottimistica ripresa economica.

Alla luce di quando appena detto cosa pensate che dirà domani Bernanke?

Aspettiamo le vostre risposte!

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Info:Analista FX Empire - Barry Norman

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