Eccezion fatta per quelli asiatici, i mercati delle valute iniziano la settimana piatti. Il dollaro Usa tiene la linea del suo massimo a 12 anni a quota
Nel corso del fine settimana la Cina ha pubblicato i dati della sua bilancia commerciale i quali hanno impattato negativamente sulle performance di Aussie e Kiwi. L’AUD è caduto di 29 punti a 0,7693 mentre il NZD ne cedeva 18 a 0,7344. Entrambe le divise erano già state colpite dal rialzo del dollaro Usa di venerdì scorso. A febbraio il surplus commerciale cinese ha toccato la cifra record di 60,6 miliardi di dollari grazie alla ripresa dell’export e alla flessione delle importazioni. Secondo l’Agenzia generale delle dogane di Pechino, l’export è cresciuto del +48,3% su base annua generando qualcosa come 169,2 miliardi di dollari mentre l’import fletteva di un quinto a 108,6 miliardi. La crescita delle esportazioni è stata tale da surclassare le aspettative degli analisti. Nel 2014 l’economia cinese è cresciuta del +7,4%, il ritmo peggiore dell’ultimo quarto di secolo, mentre gli ultimi indicatori economici sembrano puntare a un ulteriore rallentamento anche nel 2015. I funzionari del governo hanno motivato l’enorme crescita dell’export con il desiderio delle imprese cinesi di ultimare la produzione prima del Capodanno cinese – caduto nella metà di febbraio. Una dichiarazione ufficiale spiegava che “per via del Festival primaverile delle imprese, le società esportatrici della Cina hanno fatto di tutto per soddisfare i propri ordini in vista delle festività e riprendere il lavoro solamente successivamente”. Il surplus commerciale è cresciuto su base annua di 8,9 miliardi.
Per quanto riguarda gli altri mercati asiatici, lo yen giapponese si è deprezzato dopo il pessimo dato sul Pil pubblicato stamattina. Il cross USD/JPY ha guadagnato 7 punti portandosi a 120,90 mentre l’EUR/JPY ne guadagnava 10 a 131,07. L’espansione economica giapponese si è fermata al +1,5% nel corso del quarto trimestre 2014, stando agli ultimi dati rivisti dalle autorità, ovvero al di sotto della lettura preliminare (+2,2%) per via del calo degli investimenti. La previsione media di un pool di economisti intervistati da Reuters era di una crescita al +2,2%. Su base trimestrale il Pil del Giappone è cresciuto del +0,4%, stando ai dati ufficiali del Governo Abe, contro una lettura preliminare del +0,6% e a una previsione della vigilia del +0,6%.