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Alberto Ferrante
Vertice UE
European Union Flags

Dopo un primo inciampo dovuto alle tensioni nei mercati per lo stallo del Vertice UE, ieri gli indici europei sono riusciti a recuperare sul finale grazie a quello che il Premier Conte ha definito un “cauto ottimismo” per l’apertura dei Paesi frugali ai sussidi del Recovery Fund.

Lo spread BTp/Bund si è parimenti contratto a quota 155 punti, con il rendimento del decennale benchmark adesso sotto l’1,1%.

Dopo notti di trattative, i Paesi frugali hanno aperto la porta alla possibilità di alzare a quota 390 miliardi di euro i sussidi per il Recovery Fund, ben sopra i 350 miliardi inizialmente emersi domenica.

Così, all’alba di oggi il Vertice UE si è concluso concedendo al Recovery Fund una somma di 750 miliardi di euro.

Con la nuova composizione del fondo, l’Italia avrà a disposizione 209 miliardi di euro, di cui 82 miliardi tramite sussidi e 127 tramite prestiti.

Nel complesso, anche i Paesi frugali hanno comunque ottenuto un netto “sconto” rispetto al piano iniziale di 500 miliardi di euro in termini di sussidi, fronteggiando l’asse franco-tedesco che da subito aveva auspicato uno stanziamento opportuno di risorse per il Recovery Fund.

I principali indici europei

Come già accennato, gli indici europei hanno alzato la testa nel tardo pomeriggio di ieri, chiudendo la seduta in territorio positivo, con rialzi più o meno lievi.

Il FTSE MIB di Piazza Affari ha concluso in rialzo del +0,99%, a 20.621 punti, grazie alla corsa del settore bancario, con Ubi, Banco Bpm, Mps e Intesa Sanpaolo in rialzo.

Conclusione identica anche per il DAX30, in rialzo del +0,99%, mentre il CAC40 francese ha chiuso a 5093 punti (+0,47%) e l’Ibex-35 a 7478 punti (+0,51%).

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Cambio EUR/USD in salita, l’oro impenna ancora

Il cambio euro/dollaro si è ieri rafforzato al livello di 1,14, con alcune spinte verso quota 1,15 e un obiettivo a 1,16.

L’oro continua invece la sua corsa ed è arrivato nella serata di ieri a raggiungere il valore di 1818 dollari l’oncia, dopo aver superato i 1800 dollari la settimana scorsa.

Il metallo prezioso è dunque sempre più vicino al target intermedio di 1820/1830 dollari.

Poco mosso invece il petrolio, con il greggio WTi a quota 40,7 dollari al barile e il Brent in lieve rialzo a 43,21 dollari.

Il Calendario Economico dell’Eurozona

Oggi nessun dato di rilievo per l’UE, ma si attendono gli indici nazionali dei prezzi al consumo in Giappone. Stesso discorso per domani, dove protagonista della giornata saranno gli USA, con diversi indici di prezzo soprattutto legati al settore delle costruzioni e con i dati sulle scorte di petrolio greggio, che si attendono in netto calo.

Giovedì sarà il turno del Rapporto sulle aspettative dei consumatori tedeschi per Agosto, rilasciato dalla GfK e atteso in netto miglioramento intorno ai -5 punti. Dagli USA arriveranno i dati sulle richieste dei sussidi di disoccupazione che, come noto, in questo periodo colpiscono particolarmente anche i listini europei.

Infine, la settimana si chiuderà con le vendite al dettaglio nel Regno Unito e gli indici PMI in Francia, Germania e a livello europeo.

Con riferimento, invece, all’Italia, si conoscerà il livello di fiducia delle aziende e dei consumatori italiani (stimati solo in lieve aumento, soprattutto per quanto riguarda i consumatori) e il saldo della bilancia commerciale non-UE di Giugno 2020.

Per un’occhiata a tutti gli eventi economici di oggi, controlla il nostro calendario economico.

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