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Alberto Ferrante
Borse asiatiche

Dopo l’impennata della seduta precedente, ieri le borse europee hanno nuovamente sperimentato una grave e netta caduta, in una sessione senza alcuna spinta rialzista che ha portato anche la borsa di Milano giù del -3,4% circa.

Lo spread si è alzato nuovamente fermandosi a quota 170 punti, ma il rendimento del decennale benchmark è rimasto stabile a quota 1,27%.

Anche i dati sulle riserve di greggio hanno colpito profondamente il petrolio. Secondo quanto riportato, le stime USA sono infatti superiori alle attese per la terza settimana di fila, con un incremento di 1,4 milioni di barili per un totale di 540,7 milioni, ben sopra le media degli ultimi 5 anni.

Wti e Brent hanno perso ieri il -5% circa per gran parte della sessione e stamattina sono scambiati, rispettivamente, al prezzo di 37,7 e 39,9 dollari al barile.

L’andamento delle borse europee

Il FTSE MIB di Piazza Affari ha chiuso ieri al -3,42%, annullando la buona performance della seduta precedente. Male anche il CAC40 parigino (-2,92%), l’Ibex-35 di Madrid (-3,27%) e il DAX30 di Francoforte (-3,43%).

I mercati europei hanno seguito l’andamento della borsa di New York, che in apertura ieri ha iniziato la corsa in ribasso anche per alcune tensioni commerciali. Secondo indiscrezioni, infatti, Trump potrebbe introdurre dazi su alcuni prodotti europei per un totale di 3,1 miliardi di dollari.

A pesare particolarmente, anche in Italia, sono stati i titoli del settore bancario e petrolifero. Il crollo delle borse europee è stato causato anche dalle stime del Fondo Monetario Internazionale sull’economia mondiale, che ha totalmente eclissato le buone performance dell’indice Ifo tedesco.

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In Germania l’indice IFO fornisce importanti segnali di ripresa

L’indice Ifo di Giugno 2020 in Germania è cresciuto ben sopra le attese, a quota 86,2 punti contro i 79,7 di Maggio, ben sopra le aspettative.

Come sottolinea l’Ifo Institute, si tratta dell’incremento più forte mai registrato.

Anche l’indice sulle aspettative si è portato a quota 91,4 punti dagli 80,5 della precedente valutazione.

In generale, i valori presentati hanno raggiunto i livelli di Marzo pre-emergenza superando tutte le attese degli analisti. Come sopra accennato, però, la notizia non ha colpito particolarmente gli investitori.

Oro ancora verso i 1800 dollari l’oncia

L’oro sta rapidamente avvicinandosi alla resistenza di 1800 dollari l’oncia, dopo diverse sedute in rialzo. Il metallo prezioso ha raggiunto i massimi dal 2012 ma non è ancora riuscito a superare l’obiettivo già fissato da numerosi analisti. In seguito, nel lungo termine, c’è chi prevede un aumento fino a 2000 dollari l’oncia.

Alle 8:15 di stamattina l’oro è nuovamente in corsa a 1762 dollari l’oncia.

Quanto al cambio euro dollaro, questo è ancora fermo a quota 1,13 ed è possibile che la moneta unica non riesca a superare tale soglia nel breve termine. Non è infatti da escludere che la coppia possa tornare a consolidarsi intorno a questa soglia come accaduto solo due mesi fa, in piena crisi da Covid-19.

Il Calendario Economico dell’eurozona

Dopo i dati macroeconomici degli ultimi giorni, la settimana si chiude con pochi market movers rilevanti.

Oggi si attende il saldo della bilancia commerciale italiana non-UE e venerdì sarà la giornata in cui si conosceranno i livelli di fiducia delle aziende e dei consumatori italiani a Giugno, stimati in lieve miglioramento.

Inoltre, saranno diffusi i dati sul deficit pubblico italiano nel primo trimestre.

Per un’occhiata a tutti gli eventi economici di oggi, controlla il nostro calendario economico.

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