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Alberto Ferrante

Sono bastate ieri le parole di Powell, Presidente della Fed, per spingere in cortocircuito le principali borse europee, con sessioni molto volatili accomunate da una netta perdita in chiusura.

Il Presidente della Fed si è unito ad Anthony Fauci nel ricordare che la crisi da Coronavirus porterà importanti conseguenze macroeconomiche a livello globale, ancora difficili da quantificare.

Le parole provenienti dagli Stati Uniti hanno turbato gli investitori, evidentemente ancora poco fiduciosi rispetto alle misure dei vari governi per far ripartire la produzione.

Così, ieri tutti i principali listini hanno chiuso in rosso anche in Europa, con lo Spread BTP/Bund che ha però strappato un calo a quota 236 punti, mentre il decennale benchmark ha raggiunto l’1,84%.

I principali indici europei

A soffrire particolarmente nel corso della seduta di ieri sono stati i settori bancario, dei viaggi e dell’automotive.

Il FTSE MIB di Piazza Affari ha chiuso la sua corsa in calo del -2,14%, scivolando soprattutto nel finale.

Andamento simile anche per il DAX30 di Francoforte, in calo del -2,56%, e per il CAC40 parigino, che ha chiuso al -2,85%.

Male anche l’Ibex-35 di Madrid, in chiusura a 6631 punti (-1,94%).

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Jerome Powell scettico sulla ripresa post-epidemia

Ieri il Presidente della Fed non ha celato il suo scetticismo per la ripresa statunitense, affermando che si attende un grave declino dell’attività economica e dell’occupazione.

Il rischio è che la situazione continui a peggiorare parallelamente all’incremento dei contagi in caso di aperture troppo avventate.

Ancora una volta, il Presidente Powell ha reso noto che la Fed non ha attualmente intenzione di adottare dei tassi negativi, come richiesto da Donald Trump. La ragione sarebbe da ricercare nella possibilità che tali sistemi si rivelino assolutamente inefficaci contro la crisi ormai alle porte, a svantaggio del sistema bancario statunitense.

I dati sulla produzione industriale in Europa

Con i dati Eurostat sulla produzione industriale in Europa, l’Italia si conferma il Paese con il calo più drammatico, intorno al -28,6%, secondo solo al Lussemburgo.

L’indice europeo ha mostrato un crollo di proporzioni storiche, del -11,3% rispetto a Febbraio 2020 e del -12,9% rispetto all’anno scorso.

Si tratta del risultato peggiore dalla nascita dell’indice, che per l’Italia supera di due volte e mezza la media europea, come diretto risultato dell’impatto del Coronavirus.

Ieri sono stati rilevati anche numerosi dati riguardanti il Regno Unito, che ha mostrato un PIL in calo del -2% nel primo trimestre dell’anno e una produzione industriale in flessione del -4,2%, dunque ben sotto la media dell’Eurozona.

Il Calendario economico dell’Eurozona

La giornata si aprirà oggi con i dati sugli indici dei prezzi al consumo e all’ingrosso in Germania e in Spagna, oltre che sul tasso di disoccupazione francese per il primo trimestre dell’anno.

Si conoscerà inoltre il saldo della bilancia commerciale italiana e in mattinata l’attenzione sarà rivolta al report mensile della Banca Centrale Europea.

La settimana si chiuderà con un’altra giornata critica per l’economia europea. Domani, infatti, si conosceranno in mattinata i dati sul PIL tedesco e dell’Olanda, oltre all’indice dei prezzi al consumo in Francia e in Italia e ai dati sulle vendite industriali italiane.

Giornata fondamentale anche per l’intera Eurozona, con i dati sul livello di occupazione, sulla bilancia commerciale e sul PIL. A tal proposito, le stime di alcuni analisti prevedono un calo anche superiore al -4%.

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