Una Finestra Sull’Europa: Italia Ultima per Crescita del PIL e Borse Nuovamente Incerte

Con la sola eccezione di Milano, le borse europee sono tornate in rosso dopo un discreto andamento nella prima parte della settimana. Le stime sulla crescita del PIL danno l’Italia all’ultimo posto (e con netto distacco) con un timido 0,3%. Nonostante ciò, lo spread resta per adesso sotto i 130 punti.
Alberto Ferrante
Mattarella

L’esultanza del mercato degli scorsi giorni non è durata troppo a lungo: ieri le borse europee hanno chiuso in negativo con la sola eccezione di Milano, in positivo con il +0,12%.

A scuotere i mercati globali sono stati essenzialmente i dati provenienti dalla Cina, dalla Commissione Europea e, per ultimo, il calo della domanda di petrolio.

In Italia, lo spread è rimasto sotto i 130 punti sui minimi di Maggio 2018 e ieri il Tesoro è riuscito a collocare circa 2,75 miliardi di BTp a 7 anni, con tassi allo 0,48% e 2,25 miliardi a 3 anni con rendimento negativo del -0,1%. In entrambi i casi si tratta di un minimo storico.

Il monito della Commissione Europea: Italia ultima per crescita del PIL

Ieri la Commissione Europea ha fornito le sue stime sulla crescita del PIL nei Paesi dell’Eurozona, che vedono l’Italia all’ultimo posto in assoluto con un modestissimo +0,3%. Si tratta dell’unico valore nettamente al di sotto dell’1%, addirittura inferiore alla stima precedente, dello 0,4%.

Agli ultimi posti subito prima dell’Italia si trovano Francia e Germania con l’1,1%, motivato rispettivamente dai numerosi scioperi e dal crollo dell’automotive.

Positive invece le stime per Irlanda (+3,6%), Grecia (+2,4%) e Portogallo (+1,7%).

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L’OPEC taglia la stima sulla domanda mondiale di petrolio

L’OPEC ha tagliato la stima sulla domanda mondiale di petrolio per il primo trimestre dell’anno e per l’intero 2020.

Così, ancora una volta il Coronavirus ha confermato il suo forte impatto destabilizzante sull’oro nero, che è stato soggetto a una forte revisione delle sue previsioni di crescita per il 2020. Nel primo trimestre si attende infatti la prima contrazione in oltre 10 anni, secondo l’AIE: è il livello più basso dal 2011.

Sempre secondo l’Agenzia internazionale dell’Energia, il petrolio vedrà un ribasso di circa 365.000 barili al giorno.

Ieri, i prezzi sono tornati a scendere con il Wti a meno di 51 dollari e il Brent a 55 dollari al barile. In Europa, i titoli petroliferi sono crollati nelle scorse ore, con Eni in Italia in rosso al -0,80%.

I principali indici dell’eurozona

Come anticipato, Piazza Affari è stata la sola borsa a concludere ieri in positivo. Al contrario, il DAX 30 ha concluso la seduta al -0,032%, recuperando in chiusura dopo un grave crollo tra le ore 11 e le 13.

Discorso simile per il CAC 40, che nello stesso intervallo temporale aveva addirittura toccato quota 6.030 punti per poi risale e concludere la seduta con una perdita del -0,19%. Ibex 35 di Madrid giù del -0,31%, mentre il FTSE 100 di Londra crolla del -1,09%.

A riguardo, si ricorda che Euronext potrebbe essere interessata all’acquisizione della Borsa Italiana qualora Londra volesse vendere. Inoltre, è stato nuovamente palesato un serio interesse per la Borsa di Madrid, dopo alcuni incontri con le autorità locali.

Il Calendario Economico dell’Eurozona a fine settimana

È stata una settimana di alti e bassi in Europa, con l’ombra costante del Coronavirus che ha lasciato respirare le borse, per poi soffocarle nuovamente partendo dal petrolio e dai settori più strettamente legati alla produzione cinese.

Oggi si attendono i dati sulla bilancia commerciale italiana e il PIL tedesco, dopo le cattive notizie sul fronte della produzione industriale.

In Spagna, verranno comunicati i dati sui prezzi al consumo, mentre gli Stati Uniti presenteranno i dati sulle vendite al dettaglio e sulla produzione industriale, dopo i commenti di Powell, il Presidente della Fed, sui rischi del Coronavirus per l’economia globale.

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