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Alberto Ferrante
Indici delle borse europee

Come previsto, i dati sul PIL tedesco hanno fortemente impattato sulle borse europee nella giornata di ieri.

Il Prodotto Interno Lordo tedesco ha infatti subito un crollo, nel secondo semestre dell’anno, del -10,1%, ben oltre le stime più pessimistiche degli analisti.

Si è trattato del calo più grave dal 1970,  dall’inizio della serie statistica, ben oltre il -4,7% del primo trimestre del 2009, in piena crisi finanziaria.

Le restrizioni rivelatesi necessarie per contenere in contagi (adesso nuovamente in aumento) hanno impattato gravemente sulla produzione in diversi settori dell’economia, rallentando il commercio e i consumi. Male anche le esportazioni di beni e servizi, che si sono contratte sensibilmente in termini di volumi.

La speranza del Governo è che l’economia possa tornare a crescere già nel 2021 per poi spingersi ai livelli pre-crisi nel corso del 2022.

Il bollettino della BCE

Nel suo ultimo bollettino, la BCE ha rincarato la dose, parlando di un’epocale contrazione della produzione nel secondo trimestre dell’anno.

Nonostante i segnali di ripresa all’orizzonte, la Banca Centrale Europea conferma la situazione di incertezza generalizzata e si dice pronta ad agire nuovamente con politiche monetarie a sostegno dei Paesi dell’Eurozona.

A colpire particolarmente nel bollettino di ieri sono stati i dati sull’occupazione, con un numero di lavoratori in regime di riduzione dell’orario di lavoro senza precedenti in tutta Europa e soprattutto in Italia, per il 42% circa dei dipendenti totali.

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Petrolio in lieve calo, i conti dei big europei

Nella serata di ieri, il petrolio è stato scambiato in lieve calo. Il greggio Wti è sceso nuovamente sotto la soglia dei 40 dollari, mentre il Brent, che aveva iniziato a sfiorare i 44 dollari, si è contratto fin sotto i 43 dollari al barile.

A sorpresa, però, Shell e Total hanno riportato profitti nel secondo trimestre dell’anno grazie alle attività di trading. I risultati sono chiaramente ben inferiori a quelli dello stesso periodo dell’anno scorso, ma le due major del settore hanno mostrato una resilienza ben maggiore di quanto ci si attendesse.

L’oro ha invece nuovamente rallentato la sua corsa, mentre il cambio EUR/USD ha raggiunto quota 1,18 dollari, con scenari molto incerti, legati alle possibili misure di correzione della Fed.

Borse particolarmente colpite dal crollo del PIL tedesco

Il crollo del PIL tedesco, i dati della BCE e i numeri di contagi in Europa e negli Stati Uniti hanno ancora una volta affossato i listini europei.

Il Ftse MIB di Piazza Affari ha chiuso la sua seduta in un netto calo del -3,28%, con il settore bancario ancora particolarmente debole, dal -3 al -5%.

Il CAC40 di Parigi ha chiuso anch’esso in calo del -2,13%, mentre il DAX30 di Francoforte, protagonista della seduta, ha terminato la sua corsa con un crollo del -3,45%, a 12.380 punti circa.

Male anche l’Ibex-35 di Madrid, che con la nuova contrazione è sceso nuovamente sotto i 7000 punti.

Il Calendario Economico dell’Eurozona

La settimana dei mercati si chiude quest’oggi con il PIL francese aggiornato al secondo trimestre dell’anno e con alcuni dati dalla Germania, come l’indice dei prezzi all’importazione e le vendite al dettaglio.

Si conosceranno in giornata anche i dati sul PIL spagnolo e italiano al secondo trimestre e le vendite al dettaglio italiane, oltre al PIL dell’UE.

Per un’occhiata a tutti gli eventi economici di oggi, controlla il nostro calendario economico.

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