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Alberto Ferrante
piazza affari

Anche questa settimana si è aperta con una seduta sonnecchiante per i principali indici europei. La buona tenuta della scorsa settimana sembra adesso cedere il passo ai timori crescenti del Coronavirus, che sta piegando l’economia cinese.

Secondo i dati di ieri, infatti, l’inflazione in Cina è aumentata particolarmente a quota 5,4% a Gennaio 2020, il tasso più preoccupante degli ultimi otto anni, e la produzione si è ridotta. A soffrire particolarmente, con importanti conseguenze sui mercati globali, saranno ancora le aziende del settore automotive, sebbene Tesla e Ford abbiano già annunciato che riapriranno i loro impianti.

Per contrastare il virus, la Banca Centrale cinese ha deciso di introdurre alcuni finanziamenti per le imprese, fornendo liquidità a nove società di credito nazionali che dovranno tentare di far ripartire la produzione.

Le Borse Europee partono a rilento

A Milano il FTSE MIB ha superato ieri i 24.500 punti, chiudendo in lieve rialzo grazie alle buone performances di Exor (+4,1%), Nexi (+3,5%) e Ubi Banca (+0,65%). Male invece FCA che perde l’1,8%. Lo spread Btp-Bund ha chiuso a 136 punti, mentre il rendimento del decennale è rimasto stabile allo 0,95%.

Si tratta della sola performance positiva nell’Eurozona. Il DAX 30 tedesco è infatti sceso dello 0,15%, mentre il MDAX è aumentato dello 0,38%. La performance migliore è stata quella di Fresenius in crescita del +1,58%, seguito da Wirecard (+0,86%) e Vonovia (+0,84%). Male Lufthansa e BMW, entrambe in chiusura a -1,36%.

Discorso simile per il CAC 40 (-0,23%) e FTSE 100 (-0,27%), mentre IBEX 35 resta stabile in seduta (+0,051%).

La sterlina continua a mostrare performances preoccupanti contro il dollaro. Nella sessione di ieri, il cambio sterlina-dollaro era a 1,29, il valore più basso da Novembre 2019.

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La produzione industriale italiana è tornata a scendere

Torna a scendere la produzione industriale italiana dopo cinque anni, con un calo nel 2019 stimato a quota -1,3%. Si tratta della prima flessione dal 2014, dopo le modeste crescite degli ultimi anni.

Su base mensile, a Dicembre 2019 la produzione industriale è scesa del 2,7%, il calo più netto dal 2012. A pesare particolarmente è stato il settore automotive, crollato del 14% anno su anno, quello energetico (-6%) e quello dei beni strumentali (-4,7%). In flessione anche il settore dei beni di consumo, dello 0,8%.

A crescere solo i prodotti di elettronica e ottica, l’alimentare e il tabacco.

Il calendario economico dell’Eurozona

I dati dell’indice Sentix condotto dall’Istituto tedesco hanno mostrato un calo a 5,2 punti a Febbraio 2020, rispetto ai 7,6 del mese scorso. Pesa chiaramente il Coronavirus, ma i valori sono comunque superiori alle attese degli analisti, che prevedevano l’indice intorno ai 4 punti.

A peggiorare particolarmente è invece il sentiment sulle condizioni correnti che scende a 4 punti e l’indice delle aspettative a 6,5 punti, contro i 9,8 di Gennaio 2020.

Per la giornata di oggi, si attendono numerosi dati economici dal Regno Unito, con l’indice BCR sulle vendite al dettaglio, i valori aggiornati sul PIL, l’indice dei servizi e della produzione industriale e manifatturiera.

Interessante inoltre il Trade Balance fuori dall’Unione Europea, vale a dire l’indicatore del commercio del Regno Unito con i Paesi al di fuori dell’Europa.

Domani, la protagonista sarà invece la Germania, uscita già indebolita sui dati della produzione industriale. Mercoledì si attende infatti l’indice dei prezzi al consumo, così come negli Stati Uniti.

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