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Una Finestra sull’Europa: Crolla la Produzione Industriale Tedesca e Si Attende Più Petrolio in UE

Con il crollo della produzione industriale tedesca, le borse europee hanno chiuso in lieve calo. Oggi inizia una nuova settimana, probabilmente votata alla ripresa dei principali Indici. Intanto, il petrolio precedentemente assorbito dalla domanda asiatica potrebbe essere dirottato in Europa.
Alberto Ferrante
Deutsche Boerse

La scorsa settimana ha visto rinascere le borse europee sotto l’ombra costante del Coronavirus. A raggiungere i risultati migliori è stata Piazza Affari, che ha terminato la settimana a quota 24.478 punti.

Tuttavia, Venerdì scorso è emerso il dato sulla produzione industriale tedesca, crollata del 3,5%. Si tratta del risultato peggiore degli ultimi 10 anni, di gran lunga sotto le attese, in particolare alla luce dell’incremento dell’1,2% di Novembre 2019.

Nel dettaglio, il crollo dell’indice è in buona parte imputabile al settore delle costruzioni, in calo dell’8,7%, mentre ha continuato crescere il comparto energia, del 2% circa.

Anche per questa ragione, l’ultima seduta della scorsa settimana si è chiusa in lieve calo per tutte le borse europee. Al contrario, negli USA l’ottimismo ha invaso i mercati dopo la pubblicazioni dei dati sull’occupazione: solo a Gennaio 2020 negli Stati Uniti sono stati creati 225.000 posti di lavoro, ben oltre le attese, mentre il tasso di disoccupazione è rimasto in linea con il periodo precedente, al 3,6%. Buona anche la crescita dei salari orari sopra i tre punti percentuali.

I principali indici europei

Come sopra accennato, l’FTSE MIB ha dominato le borse europee nella settimana scorsa, ma venerdì si è fermato al -0,049% rispetto alla chiusura precedente. Peggio il DAX 30 al -0,45% e il CAC 40 al -0,14%. Nel complesso, la tenuta dei mercati europei è stata ancora una volta assicurata dai principali titoli del settore bancario, con Mediobanca e FinecoBank in testa.

Il risultato peggiore è invece quello dell’FTSE 100 che perde lo 0,51% a 7.466,70 punti. Secondo alcuni analisti, il dollaro statunitense potrebbe continuare a rafforzarsi contro la sterlina britannica, dopo l’andamento della scorsa settimana.

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Prezzo del petrolio in calo? Si attendono più barili in Europa

Il petrolio ha subito un calo nel prezzo nella fine della scorsa settimana, chiudendo ad appena 50,60 dollari. Quanto alle prospettive future, è probabile che nei prossimi mesi arriverà più greggio in UE. I produttori del Medio Oriente starebbero infatti iniziando a dirigere più barili verso l’Europa per compensare il crollo dei Paesi asiatici.

La maggior parte dei flussi in questione verrà dall’Iraq e dall’Arabia Saudita, mentre il taglio della domanda cinese potrebbe pesare particolarmente sull’Oman, il cui 90% delle vendite mensili è assorbito proprio dal Paese che oggi costituisce il cuore pulsante del Coronavirus.

Il calendario economico dell’Eurozona. Domani occhi puntati sull’UK.

Fitch ha confermato il rating dell’Italia sul BBB con Outlook negativo. Si tratta di una scelta legittimata dall’elevato debito pubblico e dal basso ritmo di crescita del PIL, oltre all’incertezza della politica economica.

Tra le altre cose, Fitch ha anche espresso preoccupazione per la stabilità del Governo, ritenendo che potrebbe non durare fino al 2023, essenzialmente per via del momento critico vissuto dal M5s.

La settimana appena iniziata sarà ricca di appuntamenti economici in Europa e non solo. Con riferimento esclusivamente ai primi giorni, si segnalano oggi importanti dati provenienti da Cina (indice dei prezzi alla produzione) e dati sulla Svizzera e Norvegia, in termini di disoccupazione e prezzi al consumo.

L’Italia riporterà invece i dati sulla produzione industriale, che si attende in calo rispetto al mese scorso.

Tra qualche ora, verrà esposto l’indice Sentix sulla fiducia degli investitori. Dopo i dati sulla produzione industriale, si attende un vistoso calo rispetto al valore precedente.

Domani sarà invece il Regno Unito a monopolizzare l’attenzione, con l’indice BCR sulle vendite al dettaglio, i valori aggiornati sul PIL, indice dei servizi e della produzione industriale e manifatturiera. La sterlina, non più granitica, potrebbe domani subire delle interessanti variazioni.

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