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Alberto Ferrante
EUR/USD
EUR/USD Exchange

Ancora una seduta di forte debolezza, ieri, per le borse europee, complici le attese sulle decisioni della Fed per rispondere all’impatto economico di una pandemia che non tende a rallentare negli USA, impattando anche sul cambio EUR/USD.

Al netto di Parigi, i principali indici europei hanno chiuso infatti in calo e lo spread BTp-Bund si è leggermente contratto a quota 149 punti base, con il rendimento ancora fermo all’1%.

Domani si attende la conclusione dell’Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio di Intesa Sanpaolo su Ubi Banca, che ha già abbondantemente superato la quota critica in assemblea del 66%.

Quello che si attende è un ammontare di adesioni pari o superiore al 90%, che in quest’ultimo caso prevederebbe l’obbligo di acquisto delle azioni rimanenti anche in contanti tra gli azionisti di Ubi che ne faranno richiesta.

Ancora deboli i principali indici europei

Dopo una serie di sedute caratterizzate da lievi ma costanti perdite, il FTSE MIB è sceso nuovamente a 19.880 punti, chiudendo la seduta di ieri in lieve rosso del -0,11%.

Discorso simile per l‘Ibex-35 di Madrid, a quota 7200 punti, che paga l’incremento dei contagi negli ultimi giorni e i timori sulla chiusura da parte di altri Paesi europei, che potrebbero causare uno scontro diplomatico con un impatto da non sottovalutare.

Male anche il DAX30 di Francoforte, in calo del -0,1%, mentre il solo indice in crescita è stato il CAC40 di Parigi (+0,60%).

In generale, in Italia e in Europa si sono mostrate particolarmente deboli le banche, dopo che la BCE ha esteso il divieto alla distribuzione di dividendi al mese di Gennaio 2021.

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Aggiornamenti sul cambio EUR/USD

Il cambio EUR/USD si è andato rafforzando dopo il rialzo dell’euro sul biglietto verde. Attualmente, il cambio è intorno a quota 1,177 dollari e si avvicina al valore di 1,18 dollari, ai massimi da Settembre 2018.

In questo contesto molto delicato, risuona l’allarme di Goldman Sachs, che ha definito il dollaro una valuta ormai a rischio, che potrebbe perdere il suo status di riserva a livello mondiale.

Come riportano numerosi analisti, la debolezza del dollaro è da ricercare innanzitutto nei radicati timori degli investitori sulla capacità di ripresa, nel medio termine, dell’economia statunitense dopo i numerosi casi di contagio da Covid-19 che non accennano ad attenuarsi.

Continua a crescere invece il prezzo dell’oro, che dopo un breve stallo si è spinto vicino ai 1970 dollari, senza perdere di vista il target ormai prossimo dei 2000 dollari l’oncia.

In lieve aumento anche il petrolio, con il Wti scambiato ieri sera a 41,31 dollari al barile e il Brent a 43,78 dollari.

Il Calendario Economico dell’Eurozona

Quella di oggi sarà una giornata particolarmente ricca di market movers a livello europeo, con l’IPP francese e spagnolo e il livello di disoccupazione in Germania e in Italia.

La Germania rivelerà inoltre i dati sul PIL per il secondo trimestre dell’anno, che sicuramente influiranno sull’andamento delle borse europee.

Nella mattinata molti market movers anche a livello europeo, con il tasso di disoccupazione, le aspettative di inflazione dei consumatori e il sentiment dei settori industriale e dei servizi.

Infine, la settimana si chiuderà domani con il PIL francese aggiornato al secondo trimestre dell’anno e con alcuni dati dalla Germania, come l’indice dei prezzi all’importazione e le vendite al dettaglio.

Si conosceranno in giornata anche i dati sul PIL spagnolo e italiano al secondo trimestre e le vendite al dettaglio italiane, oltre al PIL dell’UE.

Per un’occhiata a tutti gli eventi economici di oggi, controlla il nostro calendario economico.

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