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Alberto Ferrante
Borsa di Madrid

La settimana dei mercati è iniziata ieri in calo per le borse europee dopo i dati sulla crescita di contagi in Europa e in particolare in Spagna.

I casi di contagi stanno infatti aumentando in diversi Paesi europei, con la Spagna (soprattutto nella Catalogna) particolarmente colpita dalla seconda ondata, come anche la Francia e la Germania.

Lo spread ha chiuso la seduta in lieve aumento, a 146 punti, con il rendimento del decennale benchmark ancora fisso all’1% circa.

Nonostante la debolezza delle borse in queste ultime sedute, l’euro è riuscito a portarsi a quota 1,17 sul dollaro, raggiungendo i valori del mese di Settembre 2018.

La moneta unica continua infatti a rafforzarsi, sfruttando le pressioni sul dollaro derivanti dal contesto emergenziale e dalle tensioni con la Cina.

I principali indici europei

Ieri il FTSE MIB di Piazza Affari è riuscito a ridurre il più possibile le perdite della prima fase della seduta, chiudendo in lieve calo del -0,28%, pur sempre sopra i 20.000 punti.

In pareggio invece il DAX30 e in lieve calo, del -0,34%, anche il CAC40 di Parigi.

La performance peggiore è stata quella di Madrid, con l’Ibex-35 che ha perso il -1,70% a causa dei timori legati ai nuovi contagi e in seguito alle stime di El Pais sul numero complessivo di decessi da Covid-19.

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L’estasi dell’oro verso i 2000 dollari

Le previsioni della settimana scorsa si sono rivelate corrette. Superati i 1820/30 dollari l’oncia, il prezzo dell’oro ha continuato a salire per portarsi a nuovi massimi e tentare di sfondare la soglia dei 2000 dollari.

Quello toccato dal dollaro ieri mattina, con il metallo prezioso sopra i 1940 dollari l’oncia, finisce per eclissare i massimi del 2011 e diventa un record storico. Allo stesso modo, anche l’argento è ai massimi da 7 anni, ancora in netta crescita.

Al contrario, resta ancora ancorato ai 41/43 dollari al barile il petrolio greggio, rispettivamente Wti e Brent.

Il Calendario Economico dell’Eurozona

Dopo i dati sulle aspettative del business tedesco e l’indice IFO sulla fiducia delle aziende in lieve aumento rispetto ai valori scorsi, la settimana continua per l’Europa con i dati sul tasso di disoccupazione spagnolo al secondo trimestre dell’anno, mentre negli USA si conosceranno i nuovi report sulla fiducia dei consumatori e i dati sulle scorte settimanali di petrolio.

Domani sarà il turno dell’indice dei prezzi all’importazione in Germania, seguito dall’indice della fiducia dei consumatori francesi e dalle vendite al dettaglio in Spagna. Si conoscerà inoltre l’IPP italiano e si terrà l’asta dei BOT con scadenza a 6 mesi.

Anche giovedì giornata ricca di market movers a livello europeo, con l’IPP francese e spagnolo e il livello di disoccupazione in Germania e in Italia.

La Germania rivelerà inoltre i dati sul PIL per il secondo trimestre dell’anno, che sicuramente influiranno sull’andamento delle borse europee.

Nella mattinata molti market movers anche a livello europeo, con il tasso di disoccupazione, le aspettative di inflazione dei consumatori e il sentiment dei settori industriale e dei servizi.

Infine, la settimana si chiuderà venerdì con il PIL francese al secondo trimestre dell’anno e con alcuni dati dalla Germania, come l’indice dei prezzi all’importazione e le vendite al dettaglio.

Si conosceranno anche i dati sul PIL spagnolo e italiano al secondo trimestre e le vendite al dettaglio italiane, oltre al PIL dell’UE.

Per un’occhiata a tutti gli eventi economici di oggi, controlla il nostro calendario economico.

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