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Alberto Ferrante
Petrolio

Ancora una giornata negativa per le borse in Europa, che sono riuscite a recuperare in parte sul finale dopo una sessione in profondo rosso.

A pesare particolarmente questa volta sono stati i timori di una nuova escalation tra USA e Cina dopo le parole di Trump che ha parlato del Coronavirus come della “peste cinese”.

A ciò si aggiungono le prospettive dell’OMS sulla ripresa a livello globale e sulla riduzione dei contagi. Secondo quanto indicato dal capo scientifico Soumya Swaminathan, potrebbero essere necessari infatti fino a 5 anni per riuscire finalmente a considerare l’epidemia sotto controllo.

Con il crollo delle borse, anche lo spread BTp/Bund si è portato in lieve rialzo, senza però superare i 240 punti.

Infine, nella giornata di ieri è ricominciato il rally del petrolio, con il Wti in crescita del +9% a quota 27,6 dollari e il Brent sopra i 31,4 dollari al barile.

L’impennata nel prezzo è giunta a breve distanza dalle dichiarazioni dell’International Energy Agency, che ha previsto un calo delle scorte globali nella seconda metà dell’anno.

Con l’aumentare della domanda nella fase di ripresa post-epidemia, l’AIE prevede nel complesso una riduzione delle scorte di circa 5,5 milioni di barili al giorno.

Per quest’anno, le nuove stime dell’Agenzia parlano di un crollo della domanda di 8,6 milioni di barili al giorno, con un’offerta in contrazione di circa 12 milioni di barili, ai minimi di 9 anni.

I principali indici in Europa

Ieri il FTSE MIB di Piazza Affari ha concluso la seduta in calo del -1,84%, con un rimbalzo finale grazie alla ripresa di Wall Street. A pesare particolarmente, ancora una volta, i titoli industriali.

Male anche il DAX30 in calo del -1,95%, mentre il CAC40 di Parigi ha chiuso sotto i 4300 punti, in calo del -1,65%.

Poco meglio l’Ibex-35 che con una forte impennata sul finale ha ridotto le perdite (-1,29%).

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I dati BCE sul PIL in Europa

La BCE ha pubblicato ieri il suo bollettino economico, in cui è possibile conoscere il parere dei tecnici sul crollo del PIL, stimato in contrazione dal 5% al 12%, a seconda della durata delle misure di contenimento e del successo delle politiche messe in campo dai Paesi dell’Unione.

Una ripresa vi sarà già dal momento della riduzione delle misure di contenimento, ma secondo la BCE non è facile prevedere il ritmo e la portata dello slancio dei singoli Paesi.

In generale, secondo quanto presentato tramite un grafico all’interno del documento ufficiale, si stima che il commercio mondiale sia diminuito gravemente, a causa delle interruzioni della catena di approvvigionamento e del forte shock della domanda.

Con il picco dei contagi in Cina pochi mesi fa, anche le importazioni globali di merci si sono contratte ulteriormente rispetto all’anno scorso, mentre l’inflazione è scesa del -2,2% a Febbraio, sia nelle economie sviluppate che nella maggior parte di quelle emergenti.

La bilancia commerciale italiana peggiora nel mese di Marzo 2020

Come ampiamente prevedibile, la bilancia commerciale italiana si è ridotta a quota 5,69 miliardi di euro, contro i 6,09 miliardi della rilevazione precedente.

Secondo i dati Istat, a Marzo 2020 si sarebbe verificata una riduzione congiunturale pari al -16,8% sia per le esportazioni che per le importazioni.

Sul fronte delle esportazioni, la variazione mensile è da addebitare soprattutto al calo delle vendite verso i mercati Extra-UE.

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