Petrolio analisi fondamentale settimanale, previsioni – I problemi dell’offerta lasciano un margine di errore ristretto

I trader prestano attenzione alla crescente controversia commerciale tra gli Stati Uniti e la Cina; tuttavia, i trader del petrolio dovrebbero continuare a monitorare gli eventi perché Pechino ha minacciato una tariffa del 25% sulle importazioni di greggio USA
James Hyerczyk

Il petrolio greggio statunitense West Texas Intermediate e il benchmark internazionale, il Brent, hanno chiuso la settimana in ribasso; gli investitori hanno realizzato i profitti dopo due settimane di guadagni, e intanto hanno continuato a digerire gli ultimi dati sull’offerta.

L’azione del prezzo della scorsa settimana indica che il mercato sembra aver assorbito il recente annuncio reso dal gruppo di paesi produttori, guidato dall’OPEC e dalla Russia, secondo il quale aumenteranno la produzione di circa 1 milioni di barili al giorno. Il rally è stato favorito principalmente dalle interruzioni ai rifornimenti in Canada, Venezuela e Libia, nonché dalle imminenti sanzioni contro l’Iran.

I future sul greggio WTI con scadenza ad agosto hanno chiuso a $ 73,80, in calo di $ 0,35 (-0,47%), mentre i future sul greggio Brent con scadenza a settembre hanno chiuso la sessione a $ 77,11, in calo di $ 2,33 (-2,93%).

A inizio settimana, Reuters ha riportato i dati OPEC sulle estrazioni nel mese di giugno, che salgono a 32,32 milioni di barili al giorno, in rialzo di 320.000 da maggio. Il totale nel mese di giugno è ai massimi dal gennaio 2018.

Scorte USA

Giovedì la Energy Information Administration (EIA) ha annunciato che, nella settimana conclusasi il 29 giugno, le scorte di greggio statunitense sono scese di 1,2 milioni di barili, attestandosi a 417,88 milioni di barili. La notizia è stata generalmente percepita come ribassista, perché i trader avevano scontato una contrazione pari a 4,4 milioni di barili.

Inoltre, le scorte di benzina sono scese in settimana di 1,5 milioni di barili, mentre le scorte di distillati sono salite di 100,000 milioni di barili (dati EIA).  I trader prevedevano un prelievo di circa 2,5 milioni di barili di benzina e di 250.000 barili di distillati.

Previsioni

La Cina potrebbe creare qualche problema

I trader prestano attenzione alla crescente controversia commerciale tra gli Stati Uniti e la Cina, anche se gli attuali prodotti coinvolti nella guerra dei dazi non sono legati all’energia. Tuttavia, i trader del petrolio dovrebbero continuare a monitorare gli eventi perché Pechino ha minacciato una tariffa del 25% sulle importazioni di greggio USA, sebbene non abbia specificato una data di introduzione.

Secondo le ultime stime, le spedizioni americane di greggio verso la Cina ammontano a circa 400.000 barili al giorno, per un valore di $ 1 miliardo al mese ai prezzi correnti.

Ulteriore fatto da considerare:   Le tariffe renderebbero il petrolio degli Stati Uniti non competitivo in Cina. Ciò significa che la Cina inizierà ad acquistare più petrolio dal Medio Oriente o dall’Africa occidentale.

Quanto è vicina la Cina ad imporre i dazi sul greggio statunitense? Giovedì, un dirigente del gruppo petrolchimico cinese Dongming ha detto che si aspetta che Pechino imponga presto una tariffa sulle importazioni di petrolio negli Stati Uniti, aggiungendo che la sua raffineria aveva cancellato le importazioni di greggio negli Stati Uniti e che invece sarebbe passata alle forniture da Medio Oriente o Africa occidentale.

La carenza di offerta andrà a peggiorare?

In questo momento si discute su come compensare le interruzioni ai rifornimenti da Venezuela, Libia e Iran. Si prevede che il Venezuela perderà altri 400.000 barili al giorno entro la fine dell’anno, con una produzione inferiore a 1 milione di barili al giorno. Inoltre, circa 300.000 barili al giorno di petrolio libico sono stati ritirati dal mercato.

Rimane un punto interrogativo sulle imminenti carenze di rifornimenti dovute alle sanzioni USA contro l’Iran. Secondo alcune stime, una volta che le sanzioni saranno state applicate circa 1,7-2 milioni di barili di greggio e condensato verrebbero tagliati fuori dai mercati.

Alcuni sostengono che l’Arabia Saudita, la Russia e gli Emirati Arabi Uniti, insieme alle crescenti esportazioni statunitensi, copriranno la falla, altri credono che nei prossimi sei mesi il mercato possa soffrire una carenza di offerta di 600.000 barili al giorno.

L’Arabia Saudita e la Russia hanno concordato di aumentare la produzione, ma la maggior parte del loro aumento di 1 milione di barili avrebbe dovuto coprire il calo di rifornimenti dall’Iran.  A questo punto, potrebbe non esserci abbastanza capacità di riserva per coprire le perdite da Venezuela e Libia.

Quanto petrolio verrà introdotto o sottratto dal mercato determinerà se il greggio WTI salirà a 80 $ al barile, o precipiterà a 62 $ – 63 $ al barile.

 

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