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James Hyerczyk

Venerdì a inizio giornata i future sul petrolio greggio statunitense West Texas Intermediate e quelli sullo standard internazionale, il Brent, incedono in rialzo, entrambi oscillando nelle vicinanze dei massimi degli ultimi tre anni raggiunti la scorsa settimana.

Alle 8.00 GMT, i future sul petrolio greggio WTI con scadenza a marzo si attestano a $ 66,12, in rialzo di $ 0,32 (+0,48%), mentre i future sul petrolio greggio Brent con scadenza ad aprile si attestano a $ 69,85, in rialzo di $ 0,20 (+0,29%).

West Texas Intermediate, grafico giornaliero

Venerdì il mercato si muove in rialzo per il terzo giorno consecutivo, favorito da un’indagine Reuters che mostra una forte adesione ai tagli alla produzione voluti dall’Opec e da altri paesi produttori, tra i quali la Russia. La notizia ha messo in secondo piano il rapporto governativo di inizio settimana, stando al quale la produzione di petrolio Usa avrebbe raggiunto i massimi delle ultime 50 settimane.

Secondo Reuters, nel mese di gennaio la produzione dei paesi dell’Opec è risalita dai minimi in otto mesi; l’aumento di produzione Nigeria e Arabia Saudita ha infatti prevalso su un’ulteriore flessione della produzione venezuelana e sulla forte adesione all’accordo per una riduzione dell’offerta.

Il rapporto inoltre segnala che nel mese di gennaio l’Opec ha estratto 32,4 milioni di barili al giorno, in rialzo di 100.000 barili al giorno rispetto dicembre. Il totale del mese scorso è stato rivisto al ribasso di 110.000 barili, ai minimi dall’aprile 2017.

I prezzi sono in aumento nonostante un incremento della produzione dell’Opec e della produzione degli Stati Uniti, che ha superato i 10 milioni. Il motivo sta in una maggiore adesione dei paesi produttori di petrolio al programma di tagli alla produzione voluto dall’Opec. L’indagine Reuters mostra un aumento dell’adesione dal 137% di dicembre al 138% di gennaio.

Brent aprile, grafico giornaliero

Previsioni

I fondamentali sono rialzisti e sembrano in fase di miglioramento. In questa fase un aumento dell’adesione al programma di tagli alla produzione voluto dall’Opec contribuisce a sostenere il mercato, così come il calo della produzione in Venezuela.

Ora che ci sono le fondamenta per un aumento dei prezzi, la prossima mossa spetta ai fondi speculativi. Se sono disposti a continuare ad acquistare inseguendo il mercato al rialzo, allora genereranno il momentum rialzista necessario per superare la resistenza; se però esiteranno a farlo, potrebbero incoraggiare delle prese di beneficio da parte dei trader.

Un dollaro in calo potrebbe contribuire ad aumentare la domanda di petrolio Usa, pertanto gli investitori terranno nella massima considerazione il rapporto sulle buste paga dei settori agricoli atteso in giornata dagli Stati Uniti. Un rapporto rialzista potrebbe contribuire a sostenere il dollaro, esponendo a una pressione il prezzo del petrolio greggio. Un rapporto ribassista probabilmente spingerebbe il dollaro oltre al di sotto dei minimi degli ultimi tre anni, innescando un’impennata del prezzo del petrolio greggio.

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