Petrolio: analisi fondamentale giornaliera, previsioni – Tono ribassista in vista di negoziati fra USA e Iran

Il tono nei mercati del petrolio greggio è passato da leggermente positivo a negativo con l’annuncio di possibili colloqui tra Stati Uniti e Iran. Le crescenti tensioni tra i due paesi e nello Stretto di Hormuz, peraltro, hanno sostenuto i prezzi in settimana.
James Hyerczyk
Barrel of oil and red arrow. reducing oil prices

Mercoledì a inizio giornata i future sul petrolio greggio statunitense West Texas Intermediate e quelli sullo standard internazionale, il Brent, stanno rimbalzando dopo l’ondata di vendite di ieri. I trader stanno effettuando un aggiustamento dei prezzi in risposta a un calo inferiore alle attese nelle scorte di greggio degli Stati Uniti. Martedì, i prezzi sono crollati dopo che un funzionario del governo degli Stati Uniti ha dichiarato che l’Iran sarebbe pronto a negoziare in merito al suo programma missilistico.

Alle ore 10:02 GMT, i future sul WTI con scadenza a settembre si attestano a 58,05 $, in rialzo di 0,31 $ (+0,54%), mentre i future sul petrolio greggio Brent con scadenza ad settembre si attestano a 64,82 $, in rialzo di 0,47 $ (+0,72%).

Martedì scorso, i prezzi del petrolio greggio sono crollati di oltre il 3% dopo che il presidente Donald Trump ha parlato di progressi con l’Iran, segnalando che le tensioni in Medio Oriente potrebbero attenuarsi.

Trump ha detto che sono stati fatti molti progressi con il paese asiatico e che il suo obiettivo non è un cambio di regime. Il Presidente, che ha fatto le sue osservazioni nel corso di una riunione del Gabinetto alla Casa Bianca, non ha fornito dettagli in merito ai suddetti progressi, ma il Segretario di Stato americano Mike Pompeo ha dichiarato che, durante la riunione, l’Iran si è detto disposto a negoziare il proprio  programma missilistico.

L’American Petroleum Institute segnala un prelievo inferiore

Martedì in tarda giornata è stato pubblicato il rapporto dell’API che segnala  – in riferimento alla settimana conclusasi il 11 luglio – un prelievo delle scorte di petrolio inferiore al previsto, pari a 2,69 milioni di barili.

Stando ai dati dell’API, dopo diverse settimane consecutive in calo, l’incremento netto da inizio anno per la 29esima settimana di rilevazione corrisponde a 12,16 milioni di barili.

Il rapporto dell’API – facente riferimento alla settimana conclusasi il 11 luglio – segnala il prelievo di 476 mila barili dalle scorte di benzina. Gli analisti prevedevano un prelievo di 925.000 barili. In settimana le scorte di distillati sono salite di 6,226 milioni di barili, mentre le riserve di Cushing, in Oklahoma, sono scese di 1,115 milioni di barili.

Impatto persistente dell’uragano Barry

Secondo quanto riferito dal regolatore statunitense delle trivellazioni, martedì, dopo l’arrivo dell’uragano Barry, più della metà della produzione giornaliera di greggio nel Golfo del Messico degli Stati Uniti è rimasta in linea; la maggior parte delle compagnie petrolifere stava riattivando gli impianti le per riprendere la produzione. La Bureau of Safety and Environmental Enforcement ha dichiarato che sono andati persi 1,1 milioni di barili al giorno di petrolio, pari al 58% del totale della regione, e 1,4 miliardi di piedi cubi al giorno di produzione di gas naturale.

Previsione giornaliera

Il tono nei mercati del petrolio greggio è passato da leggermente positivo a negativo con l’annuncio di possibili colloqui tra Stati Uniti e Iran. Le crescenti tensioni tra i due paesi e nello Stretto di Hormuz, peraltro, hanno sostenuto i prezzi in settimana. Le notizie hanno costretto gli acquirenti speculativi, che scommettevano su una potenziale interruzione delle forniture, a liquidare in modo aggressivo le loro posizioni long, portando alle forti vendite di martedì.

Si prevede inoltre che la produzione di petrolio nel Golfo del Messico, tornando alla normalità dopo l’uragano Barry, limiterà i guadagni. Inoltre, il calo più contenuto del previsto delle scorte di greggio suggerisce che gli stop alla produzione causati dall’uragano Barry alla fine della scorsa settimana hanno avuto un impatto limitato sulle scorte.

Più tardi, alle 14:30 GMT, la Energy Information Administration degli USA rilascerà il suo rapporto settimanale sulle scorte. Si prevede un ulteriore prelievo, ma non tale da permettere di recuperare le forti perdite di ieri.

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