Petrolio, analisi fondamentale giornaliera, previsioni .- Prezzi in lieve rialzo: le preoccupazioni per l’offerta prevalgono sui timori per la domanda

Le previsioni dell’Opec sulla diminuzione della domanda non sono state una totale sorpresa poiché molti trader avevano previsto una qualche forma di rallentamento economico globale a causa delle dispute commerciali e della debolezza dei mercati emergenti.
James Hyerczyk
Crude Oil Energy Investment

Martedì a inizio giornata il petrolio greggio statunitense, lo West Texas Intermediate, e lo standard internazionale, il Brent, si muovono in rialzo in risposta a un rapporto dell’OPEC che conferma il taglio della produzione da parte dell’Arabia Saudita, primo paese esportatore, volto a scongiurare un’incombente eccesso di offerta.

Alle 7:15 GMT, i future sul greggio WTI con scadenza a ottobre si attestano a $ 67,05, in rialzo di $ 0,48 (+0,74%), mentre i future sul greggio Brent con scadenza a ottobre si attestano a $ 73,07, in rialzo di $ 0,46 (+0,63%).

Il mese scorso, i sauditi hanno dichiarato all’OPEC di aver ridotto la produzione di 200.000 barili al giorno, scendendo a 10.288, un fatto sorprendente dato che recentemente aveva promesso agli Stati Uniti che, insieme alla Russia e ad altri produttori, avrebbe effettivamente aumentato la produzione per prevenire un’impennata dei prezzi dovuta alle sanzioni sull’Iran. Lunedì, nel suo rapporto mensile, l’OPEC ha confermato il taglio saudita, alimentando un rally di rimbalzo nel mercato del greggio che era stato sotto pressione a inizio sessione a causa delle preoccupazioni dal lato della domanda. Gli aumenti della domanda sono stati alimentati dallo stesso rapporto OPEC secondo il quale nel 201 9la domanda mondiale di petrolio crescerà di 1,43 milioni di barili al giorno, in calo dagli 1,64 milioni di barili al giorno del 2018.

 

Previsioni

Le previsioni dell’Opec sulla diminuzione della domanda non sono state una totale sorpresa poiché molti trader avevano previsto una qualche forma di rallentamento economico globale a causa delle dispute commerciali e della debolezza dei mercati emergenti. La vera domanda che gli investitori dovrebbero porre è quanto sia accurata la stima degli 1,43 milioni. Tutte le indicazioni sono che la disputa commerciale tra Stati Uniti e Cina rischia di persistere quantomeno per diversi mesi, dato che i due paesi non sono nemmeno seduti al tavolo dei negoziati. La Cina sembra pronta a sopportare le tariffe, quindi anche se i dati economici sono più deboli del previsto, è improbabile che ceda alla pressione degli USA nel breve termine.

I problemi con i mercati emergenti sono iniziati quando la Fed americana e altre importanti banche centrali hanno iniziato a innalzare i tassi di interesse. A quanto pare, sono finiti i giorni di denaro a buon mercato, quindi le condizioni nei mercati emergenti potrebbero peggiorare, spingendo giù la domanda allo stesso tempo. Continuo ad appoggiare la mia previsione secondo cui qualsiasi debolezza sarà un freno perché gli hedge fund sono long sul petrolio e qualsiasi interruzione nelle forniture provocheranno un picco dei prezzi al rialzo. La decisione saudita di tagliare la produzione è una forma di interruzione delle forniture e di conseguenza il mercato ha tentato un rally.

Martedì i prezzi potrebbero continuare a consolidarsi se vi sono prove di un calo di produzione in Russia o da altri importanti produttori. Tuttavia, l’andamento dei prezzi nei prossimi due giorni rischia di essere in larga misura influenzato dal rapporto settimanale sulle scorte dell’American Petroleum Institute di martedì e dal rapporto settimanale della Energy Information Administration di mercoledì.

 

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