Petrolio Analisi fondamentale del 10 gennaio, Previsioni

    10 mesi faDaJames Hyerczyk

    Nella giornata di lunedì, all’avvio della prima settimana piena di trading dalle festività di Natale e capodanno, i venditori hanno duramente colpito il greggio. A causa dei timori per l’offerta, il Wti e il Brent hannp perso circa il 4%.

    I trader temono che l’aumento della produzione negli Stati Uniti possa minare lo sforzo dell’Opec per ridurre l’eccesso di offerta e stabilizzare i prezzi. I trader hanno, inoltre, reagito negativamente alle notizie sull’incremento delle esportazioni dall’Iraq.

    Il Wti con scadenza a marzo ha chiuso a 52,87%, in ribasso di 2,00$ ossia del 3,64%. Il Brent con scadenza a marzo ha terminato la sessione a 54,94$, in ribasso di 2,16$ ossia del 3,78%.

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    Grafico giornaliero del Brent con scadenza a marzo 

    Secondo il ministero del Petrolio iracheno, nel mese di dicembre, le esportazioni dal porto di Bassora, nel sud del paese, hanno raggiunto il massimo storico di 3,51 milioni di barili al giorno. A meno che l’Iraq non bilanci le spedizioni dal sud con un netto taglio alla produzione degli impianti nel nord, alcuni investitori temono che Baghdad sarà il primo membro dell’Opec a violare l’accordo di Vienna.

    Inoltre, la Reuters ha affermato che la compagnia petrolifera statale dell’Iraq, la State Oil Marketing Company (Somo) non ha per nulla ridotto le forniture per il mese di febbraio a tre compratori in Asia e in Europa. Se l’Iraq ha preso tale decisione per febbraio, è naturale chiedersi perché debba ridurre la produzione a gennaio.

    Inoltre, i trader sono preoccupati dall’aumento della produzione negli Stati Uniti e dal suo possibile effetto negativo sullo sforzo dell’Opec per ridurre l’incremento dell’offerta. La prova della crescita della produzione negli Stati Uniti è data dalla decima settimana consecutiva di aumento del numero di pozzi petroliferi attivi nel paese.

    L’Ice ha annunciato che, nel corso dell’ultima settimana, gli speculatori hanno aumentato le puntate sul prezzo del Brent a 458048, cifra abbastanza vicina al massimo storico raggiunto nello scorso mese.

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    Grafico giornaliero del Wti con scadenza a marzo

    Previsioni

    Il mercato petrolifero sta per essere colpito da un’ondata di ribasso. La scora settimana è iniziata con l’ottimismo per i tagli alla produzione dell’Opec e di altri paesi esportatori che non fanno parte del cartello. A poco meno di una settimana dall’entrata in vigore dell’accordo di Vienna, giungono i primi segnali di non conformità all’intesa da parte dell’Iran.

    Tuttavia, fino alla riunione del comitato sulla conformità che si terrà a Vienna dal 21 al 22 gennaio, sono soltanto ipotesi. A ogni modo, se i dati sono corretti, il mancato rispetto dell’accordo da parte dell’Iran potrebbe trovare conferma. Nel frattempo, l’azione del prezzo suggerisce che gli investitori non intendono attendere altri dodici giorni per avere tale conferma e stanno già vendendo.

    Inoltre, la pressione dovrebbe proseguire a causa delle previsioni sul continuo aumento del numero di pozzi petroliferi attivi negli Stati Uniti per tutto il 2017. Nella giornata di lunedì, Barclays ha annunciato che gli impianti in funzione negli Stati Uniti potrebbero balzare dai 529 della scorsa settimana a 850-875 per la fine dell’anno.

    Infine, con le posizioni speculative long che si avvicinano al massimo storico, il mercato dovrebbe essere investito da un flusso continuo di notizie in grado di provocare un rialzo o gli investitori long inizieranno a liquidare le loro posizioni, provocando un’ulteriore caduta del prezzo.

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