Natural Gas, Analisi Fondamentale post dato – Scorte inferiori alle attese

Sprint dei tori subito neutralizzato da nuove vendite che consentono ai prezzi del Natural Gas un autonomia limitata
Armando Madeo
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Sale nuovamente il NatGas dopo i dati estremamente positivi per i tori che hanno visto una quantità di gas immagazzinato minore rispetto alle attese; alle 18:00 il Natural Gas guadagna soltanto lo 0,4% dopo che i prezzi hanno sbattuto nuovamente contro il muro di breve posto in area 2,776, una resistenza che si sta rivelando più ostica da abbattere rispetto a quanto previsto dagli analisti di mercato.

Il dato sull’immagazzinamento

Il gas depositato nella settimana con termine ultimo per il giorno venerdì 20 luglio 2018 era di 2.273 miliardi di piedi cubi secondo le stime EIA. Ciò rappresenta un aumento netto di 24 miliardi di piedi cubi rispetto alla settimana precedente, una cifra inferiore alle attese che prevedevano un aumento pari a 36 miliardi di piedi cubi. Il gas immagazzinato in questo momento è di 705 Bcf in meno rispetto allo scorso anno e 557 miliardi di piedi cubi al di sotto della media quinquennale di 2.830 miliardi di piedi cubi. A 2.273 miliardi di piedi cubi, il gas totale rientra nell’intervallo storico di cinque anni; se però si osserva attentamente il grafico notiamo come la linea dell’immagazzinamento stia raggiungendo prima di quanto previsto una zona di plateau e questo potrebbe essere un segnale molto importante, che però al momento non invoglia i tori all’acquisto.

L’Unione Europea accetta di comprare gas di scisto americano

In una comunicazione congiunta, che può essere letta qui sul sito dell’UE, Stati Uniti ed Unione Europea hanno comunicato di aver trovato un intesa sulla possibile soluzione della diatriba commerciale che si era instaurata nei mesi antecedenti all’incontro tra Trump e Juncker.

Nel comunicato si fa anche riferimento all’acquisto da parte dei paesi dell’UE di gas naturale proveniente dagli Stati Uniti d’America:

In secondo luogo, abbiamo concordato oggi di rafforzare la nostra cooperazione strategica in materia di energia. L’Unione europea vuole importare più gas naturale liquefatto (GNL) dagli Stati Uniti per diversificare il proprio approvvigionamento energetico.

Abbiamo deciso di istituire immediatamente un gruppo di lavoro esecutivo dei nostri più stretti consulenti per portare avanti questa agenda congiunta. Inoltre questo gruppo di lavoro individuerà misure a breve termine per facilitare gli scambi commerciali e valutare le misure tariffarie esistenti. 

Ma perché i prezzi non salgono?

Nonostante i fondamentali così favorevoli molti si chiedono allora come mai i prezzi non salgono? Molti trader stanno addirittura arrivando a dichiarare di non voler più investire sul natural gas, ritenendola una materia prima ormai “morta”; in effetti il NatGas sta rischiando davvero di diventare uno strumento sul quale non investire a breve termine, ma resta comunque un buon investimento a lungo termine.

I motivi per i quali il Natural Gas non sale sono molteplici:

  • Stagionalità ribassista: molti concordano sul fatto che gli investitori ed i fondi credano molto nel fattore stagionalità e che raramente entrino in posizioni lunghe nei periodi in cui la stagionalità è ribassista, nonostante i fondamentali aiutino la ripresa. Molti desk inoltre chiuderanno a breve o comunque avranno una operatività limitata  per le vacanze estive, e sempre in un ottica a lungo termine in pochi decidono di entrare in posizione ora, meglio farlo a Settembre;
  • Meteo sfavorevole: mai come quest’anno la situazione meteorologica americana è frammentata con parti della regione dove il caldo supera le medie stagionali ed altre invece dove le temperature sono miti e poco favorevoli ai consumi. Il meteo è di certo sfavorevole ai tori e le previsioni per il mese di Agosto non invogliano gli acquisti.
  • Mercato limitato: il mercato del natural gas è composto principalmente dai commercianti, questo è vero un po’ per tutte le materie prime, ma soprattutto per il NatGas; Produttori e Commercianti detengono l’85% dei contratti futures e delle opzioni sul Natural Gas. Questo è uno di quei casi in cui si vogliono mantenere i prezzi bassi per poter commercializzare quanto più prodotto è possibile e sfiancare gli speculatori con un altalena dei prezzi che in vero non porta ne ad un reale aumento ne ad una diminuzione. È infatti da Febbraio che i prezzi si sono mossi solo di 0,4 centesimi in totale

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