La Fiducia Dei Consumatori Statunitensi Registra a Giugno un Nuovo Calo

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La Conference Board ha reso noto che a giugno la  fiducia dei consumatori statunitensi è andata ad indebolirsi per il quarto mese consecutivo arrivando a toccare il livello più basso mai registrato dall’inizio di quest’anno. L’indice è stato rivisto a ribasso passando dalla precedente lettura di 64,4 all’attuale 62,0, mentre gli economisti avevano scommesso su un calo marginale (63,0). La ripartizione dell’indice evidenzia come i consumatori mostrino una maggiore sfiducia nelle future prospettive economiche del paese, l’indice delle aspettative nell’economia scende infatti a 72.3 punti da una precedente lettura di 77,3.

I consumatori sembrano ora preoccuparsi per le condizioni del settore occupazionale, il differenziale relativo al mercato del lavoro ha infatti registrato una flessione che ha portato l’indice dai precedenti 33,4 agli attuali 33,7.  Dopo un netto miglioramento durante la fine dello scorso anno e l’inizio di quest’anno, la fiducia dei consumatori sta subendo una rapida inversione di rotta. Non c’è dubbio che a pesare sul generale clima di fiducia, nonché sui consumi, sia lo stallo che sta caratterizzando il settore occupazionale.

Dopo le scoraggianti performance dell’indice Empire di New York e di quello di Philadelphia, anche il settore manifatturiero di Richmond  non sembra cavarsela meglio registrando a giugno una flessione superiore alle precedenti aspettative. L’indice mostra una contrazione per il secondo mese consecutivo passando da una precedente lettura di 4 all’attuale -3, mentre gli analisti avevano scommesso su un calo marginale. Per la prima volta dall’ottobre dello scorso anno l’indice torna a muoversi in territorio negativo. Le vendite al dettaglio sono in calo così come i nuovi ordinativi, lo sfruttamento degli impianti (a -8 da 2), la settimana lavorativa media (a -2 da 11) e il numero di dipendenti (a 8 da 16).

In perdita anche le spedizioni ( a -2 da 0) e il portafoglio ordini (a -16 da -18), mentre migliorano leggermente i salari (a 8 da 6). Recentemente, l’indice di attività del settore manifatturiero statunitense rilasciato dall’ISM sembra esser riuscito a mantenersi a galla, ma adesso che gli indici regionali puntano tutti verso il basso ci aspettiamo che l’indice ISM intraprenda la medesima direzione.

Stando ai dati relativi all’indice S & P Shiller ad aprile i prezzi delle case crescono negli Stati Uniti dello 0,67% m/m, un valore che va quasi a raddoppiare le aspettative degli analisti. Rivisti poi fortemente a rialzo anche i dati della precedente lettura che passano dallo 0,09% m/m allo 0,73% m/m. Sembra quindi che il mercato immobiliare del paese stia attraversando una fase di graduale ripresa.

Con il prezzo del petrolio in calo e la conseguente riduzione dei costi di petrolio e elettricità la scarsa fiducia dei consumatori lascia gli economisti leggermente di stucco.

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Info: Analista FX Empire - Barry Norman

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