La Crisi Europea dal Problema alla Soluzione (forse) Parte II

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I fallimenti del passato ……

Dopo ben 18 vertici, i leader europei sembrano essere finalmente riusciti ad elaborare una serie di valide ed efficaci misure atte ad arginare la crisi del debito a breve e a lungo termine. Una lunga serie di incontri almeno fino al marzo 2012 si erano infatti conclusi con un nulla di fatto. A marzo la leadership europea si era poi risolta nell’elaborazione del fiscal compact e nell’attuazione di una serie di misure volte al raggiungimento del pareggio di bilancio, ma anche qui la mancanza di un’azione risolutiva a breve termine aveva messo in discussione la validità dell’intero operato.  La svolta arriva dunque durante l’ultimo vertice UE  (28 e 29 giugno 2012), pur avendo visto rientrare il pericolo di un possibile abbandono del blocco comunitario da parte della Grecia, espressasi nelle recenti elezioni a favore del partito pro-euro e pro-salvataggio, la Nuova Democrazia, i problemi dell’Unione non erano certo finiti, ma anzi richiedevano più che mai un intervento decisivo, già, perché accantonato il problema Grecia, l’attenzione si era subito spostata su Italia e Spagna, rispettivamente la terza e la quarta economia della regione. I rendimenti sui titoli spagnoli a 10 anni si aggiravano intorno al 6,5%, in vertiginosa crescita rispetto al 3,5% dell’anno scorso, mentre  quelli sui titoli italiani a 10 anni si attestavano sul  5,7%, rispetto al precedente 4,7%. I livelli dei rendimenti si mostravano insostenibili, ma il Cancelliere tedesco Angela Merkel continuava ad opporsi con fermezza ad una possibile condivisione del debito almeno fino a quando  le nazioni dell’UE non avessero rispettato una rigorosa disciplina di bilancio.

L’ultimo vertice ………

Data la situazione di cui sopra,  durante il vertice di giugno la leadership europea era stata prepotentemente chiamata a dare una risoluzione alla crisi, un fallimento avrebbe infatti potuto mettere in discussione l’esistenza stessa dell’Unione.

Così sotto le insistenti pressioni dell’intero mercato globale, i leader  dell’Unione hanno finalmente raggiunto un accordo che assicurerà a Spagna e Italia la salvezza: i 500 miliardi di euro del Fondo Salva Stati e del Meccanismo di Stabilità Europeo verranno allora impiegati per ricapitalizzare il settore bancario spagnolo e acquistare titoli di stato italiani, andando così a sbriciolare la spirale dei rendimenti. L’accordo ha inoltre decretato l’introduzione del Meccanismo di Stabilità Europeo, il futuro fondo di salvataggio permanente dell’Unione che potrebbe essere tra l’altro in grado di ricapitalizzare le banche in via diretta.

Finalmente….Il Grande Piano

L’eventuale ricapitalizzazione in via diretta delle banche e non attraverso l’intervento dei governi permetterebbe a quest’ultimi di evitare di aggiungere nuovi oneri finanziari alla loro già lunga lista di debiti e scoraggerebbe gli investitori nel pretendere rendimenti sempre più elevati. I leader hanno inoltre concordato la creazione di un meccanismo unico di vigilanza per le banche della zona euro entro la fine di quest’anno,  una decisioni che è stata interpretata come un primo passo verso una possibile unione bancaria europea.  Oltre alle misure di stabilità finanziaria, si sono poi risolti per un pacchetto di  120 miliardi di euro destinato a promuovere progetti finalizzati alla crescita economica. Il Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria fornirà i primi aiuti per poi essere sostituito in tutto e per tutto dal Meccanismo Europeo di Stabilità alla sua entrata in vigore (luglio 2012).

Le misure adottate dall’Unione europea dovrebbero riportare una certa dose di stabilità sui mercati globali. Nel frattempo la leadership dell’Unione ha anche discusso una serie di piani a lungo termine tra i quali appunto un unione bancaria e la creazione di un’autorità fiscale comune. Al fine di sostenere la crescita dell’Unione Europea è infatti essenziale dar vita ad entrambe le suddette unioni. Con un piano di salvataggio siffatto, le cui scadenze sembrano già esser state stampate sulla tabella di marcia, la risoluzione della crisi sembra a portata di mano e con lei la crescita dell’intero blocco monetario.

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Info: Analista FX Empire - Barry Norman

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