I Mercati Auriferi in Tempi di Allentamenti Monetari
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Questa mattina i dati governativi sull’indice di attività dei responsabili agli acquisti (PMI) del settore manifatturiero cinese hanno evidenziato la flessione più significativa degli ultimi 8 mesi, mentre quelli rilasciati dalla HSBC hanno invece mostrato un lieve miglioramento dovuto per lo più alla recente adozione di misure pro-crescita da parte dell’esecutivo di Pechino. In ogni caso, i dati sul PMI, qualunque sia la loro fonte, riflettono una contrazione dell’attività industriale del colosso cinese.
Ma se da un lato le misure pro-crescita unitamente alle aspettative di un terzo round di alleggerimento quantitativo da parte della Fed possono andare a limitare le perdite dei metalli, non vi è dubbio che le deboli performance del PMI cinese non giocheranno certo a favore di una loro oscillazione rialzista. In giornata anche i PMI di Germania, Inghilterra ed Euro Zona dovrebbero mostrare segni di debolezza, seguiti da un’ulteriore contrazione dei dati ISM sul settore manifatturiero statunitense. Pensiamo quindi che tutta questa lunga serie di dati al negativo andrà oggi a influenzare a ribasso l’andamento dei metalli.
A partire da oggi e per i prossimi giorni l’attenzione degli investitori sarà tutta catalizzata dagli esiti della riunione FOMC e dagli annunci di BCE e BoE. Tutte le altre pubblicazioni economiche rivestiranno un ruolo periferico aggravato per altro dallo svolgersi dei giochi olimpici.
Quest’oggi i dati ADP sul settore occupazione dovrebbero evidenziare una crescita inferiore alle aspettative, mentre le spese edilizie dovrebbero rimanere deboli a causa di una riduzione nella domanda di nuove abitazioni. Nel complesso, le speranze riposte in una risoluzione decisiva della FOMC potrebbero essere nuovamente infrante, la Fed potrebbe infatti lasciare la sua politica monetaria del tutto invariata andando a gravare sui prezzi dei metalli che saranno già messi in difficoltà dai deludenti numeri ADP e da un ulteriore deterioramento dell’economia statunitense.
Ricordate che terminate le riunioni delle banche centrali i mercati dovranno allora affrontare i dati sulle buste paga dei settori non agricoli che verranno pubblicati venerdì, insomma una settimana più che impegnativa per i nostri investitori.
I prezzi dell’oro continuano a trovare supporto nelle aspettative degli investitori, mentre i mercati sembrano convinti che la Fed si risolverà per un terzo round di alleggerimento quantitativo, noi preferiamo rimanere più realisti. Le quote dei bookmakers continuano a cambiare rapidamente, qualche giorno fa davano al 40% le probabilità di un nuovo stimolo monetario già entro la riunione di oggi, mentre al 65% una risoluzione entro settembre, mentre le recenti revisioni danno al 50% le probabilità che la Fed si risolva ora per un allentamento piuttosto limitato per sfoderare i grossi calibri solo nella riunione di settembre.
Guardando al futuro, ci aspettiamo che il bene aurifero rimanga abbastanza volatile, giacché il rally che lo sta caratterizzando è frutto esclusivo delle speranze di un ulteriore stimolo. Gli operatori si aspettano che la Fed mantenga i suoi tassi di interesse invariati fino al 2015 posticipando il precedente target che era stato fissato per il finire del 2014, la banca centrale dovrebbe poi optare per una riduzione del tasso sulle riserve in eccesso che passerebbe così dall’attuale 0,25% al futuro 0,00%, un tentativo per incentivare il prestito di quegli 1.5 trilioni di dollari detenuti dalla Fed. Con il bilancio Fed salito a 2.8 trilioni di dollari, un ritmo di crescita dell’1,5% e un settore occupazionale in crisi il QE dovrebbe aver rendimenti decrescenti. Come già detto in precedenza pensiamo però che almeno per questa riunione un terzo round di alleggerimento sia fuori discussione e che l’argomento verrà ripreso con maggior forza solo il 13 settembre. Sebbene una riduzione del tasso di riserva possa facilitare i prestiti e quindi esser vista come una manovra di allentamento in grado di svalutare leggermente la banconota verde e favorire così l’acquisto di beni denominati in dollari, la disillusione delle numerosissime speranze riposte nel QE3 potrebbe invece scatenare un fortissimo sell-off.
Nel frattempo sul fronte europeo la Germania continua a sottolineare con forza la sua ritrosia a concedere al MES licenza bancaria, la notizia potrebbe allora andare ulteriormente ad indebolire l’euro mettendo sotto pressione i prezzi dell’oro.
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