Gli ultimi aggiornamenti dal mercato valutario

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By Analista FX Empire - Barry Norman
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La pubblicazione di una serie di dati economici piuttosto scoraggianti, sia dal fronte europeo che da quello cinese, ha contribuito a diffondere sempre nuove paure in merito al generale rallentamento della crescita mondiale. Gli investitori sono allora andati ad orientarsi sul più sicuro dollaro spingendolo a rialzo contro molte delle principali valute del mondo Forex.  Sul fronte statunitense, i dati sulle richieste per i sussidi di disoccupazione si sono mostrati ieri leggermente al di sopra delle aspettative, mentre l’indice degli indicatori anticipatori ha mostrato la seconda flessione consecutiva in tre mesi, evidenziando una certa debolezza nella ripresa economica del paese.  Tuttavia l’indice di attività del settore manifatturiero Philadelphia Fed, pur rimanendo in territorio negativo, ha mostrato una contrazione nettamente inferiore a quanto previsto.

Nel frattempo, alcuni funzionari della Federal Reserve, tra cui James Bullard ed Eric Rosengren, hanno voluto ieri sottolineare che nonostante l’azione della banca centrale l’economia statunitense potrebbe incontrare qualche difficoltà nel suo cammino verso la ripresa.

L’unità finanziaria di Ford Motor Company, la seconda compagnia automobilistica di tutti gli Stati Uniti, ha ottenuto ben un miliardo di dollari dalla vendita dei suoi primi bond decennali dell’ultimo anno.

Ieri la moneta comunitaria si muove a ribasso contro il rivale statunitense segnando la perdita più significativa degli ultimi 2 mesi.  I dati sul settore servizi e su quello manifatturiero dell’eurozona hanno mostrato un’ulteriore contrazione andando ad attestarsi sui livelli minimi degli ultimi 3 anni. I dati si sono allora andati a configurare come una riprova che la BCE avrà bisogno di fare più di quanto già fatto per garantire al blocco una vera e propria ripresa economica.

Nel frattempo, il primo ministro greco, Antonis Samaras, è riuscito, non con poche difficoltà, a raggiungere un accordo con i leader della coalizione per il varo di una spending review da 11.5 miliardi (14.9 miliardi dollari), manovra essenziale per permettere al paese ellenico  l’accesso ad altri fondi di salvataggio.

Il Fondo Monetario Internazionale ha fatto sapere che taglierà le previsioni  per  la crescita economica globale 2012/2013 "di alcuni punti decimali".

Il Tesoro spagnolo ha collocato 4,8 miliardi di euro in titoli a 3 e 10 anni, superando il  target di vendita precedente prefissato a  4,5 miliardi di euro. I rendimenti sui titoli a 10 anni si sono attestati sul 5,666%, una cifra nettamente inferiore al 6,647%  del 2 agosto.

La sterlina britannica tocca ieri contro il rivale comunitario un nuovo massimo settimanale. Le pessime performance del settore manifatturiero dell’eurozona hanno infatti contribuito a sollevare nuove preoccupazioni su una possibile forte recessione della regione spingendo la valuta del blocco a ribasso. Il governatore della Banca d’Inghilterra, Mervyn King, ha voluto ieri sottolineare come, sebbene l’economia britannica stia dando segnali di lenta ripresa, molto dipenda dalla zona euro e dalla sua capacità di trovare una soluzione efficace alla crisi del debito. Inoltre, lo stesso king ha ribadito che i segnali di un prossimo ritorno a normali condizioni economiche sono  ancora scarsi.

Sul fronte cinese, il rallentamento economico potrebbe durare più a lungo del previsto a causa di forte calo della domanda estera di prodotti cinesi e di un limitato accesso al credito da parte delle piccole imprese.

La banca centrale del Sud Africa ha mantenuto il suo tasso di riferimento invariato. Un aumento nei costi di cibo e carburante ha infatti limitato lo spazio di manovra dell’istituto impedendogli di introdurre misure di stimolo atte a promuovere la crescita della prima economia africana.

I numerosi allentamenti monetari operati dalle principali banche centrali del pianeta hanno spinto gli investitori a cercare rifugio nel sicuro yen, spingendo la valuta nipponica a rialzo contro la maggior parte dei suoi rivali.

Nel frattempo, sull’altra sponda dell’atlantico il dollaro canadese registra contro il rivale statunitense il minimo storico delle ultime due settimane.
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